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Stagione:

--- Castel Di Sangro - Calcio - Eccellenza - 09-10

Nome

--- CASTEL DI SANGRO

Fondata

1982

Colori

maglia giallo-rossa, calzoncini e calzettoni rossi

Stadio

Teofilo Patini

Categoria

Calcio - Eccellenza

Sede

Via Sangro, 53 - 67031, Castel di Sangro - AQ

Sponsor

MGF VINI - TECNICO: errea

Training

mar-mer-gio-ven

Prestazione - 09-10

Partite | Marcatori | Rosa

Storia e Albo


 

LA SOCIETA'

PRESIDENTE Sig. GIUSEPPE SANTOSTEFANO
VICE PRESIDENTE Dott. PAOLO PETRALIA
DIRETTORE GENERALE Dott. MICHELINO CENCI
DIRETTORE SPORTIVO Sig. DAVIDE TETI
SEGRETARIO GENERALE Sig. MAURIZIO D'ANGELO
ADDETTO STAMPA Sig. MARCO SANTOPAOLO


La Storia (fonte sito ufficiale)

LE ORIGINI


La storia del calcio a Castel di Sangro comincia già in epoca bellica, ma è soltanto a partire dagli anni ’80 che assume dimensioni calcisticamente rilevanti. Nel 1953, dopo che la squadra aveva raccolto discreti successi in ambito dilettantistico, viene fondata la società Polisportiva CEP (Centro di Educazione Popolare) che nel 1982 abbandona la Terza Categoria (ultimo campionato organizzato dalla Figc) e conquista la promozione in Seconda Categoria. La partecipazione a questo torneo richiedeva risorse economiche e maggiore organizzazione.


1982, COMINCIA L’ERA REZZA-GRAVINA DALLA SECONDA CATEGORIA ALLA C2 IN 7 ANNI
A garantire l’iscrizione al campionato di Seconda Categoria, coinvolto dal sindaco Siro Pietro Gargano, ci pensa Pietro Rezza, 62 anni, imprenditore che aveva edificato il suo impero costruendo a Napoli prima e a Castel di Sangro, rasa al suolo dai bombardamenti, poi. A capo della società, il signor Rezza mise subito il suo socio in affari, Dottor Gabriele Gravina.
Subito l’organizzazione della società fu impiantata sulle basi di una vera e propria azienda, anche se nei successivi venti anni succederanno cose che il sig. Rezza, quel giorno che comprando la società salvò il calcio a Castel di Sangro, non avrebbe mai lontanamente immaginato.
Il Castello (nome con cui i tifosi sangrini sono abituati a chiamare la loro squadra del cuore), tanto per cominciare, ci mette poco a vincere il campionato di Seconda Categoria (1982/83), conquistando in questo modo il diritto a partecipare al campionato di Prima Categoria. Dopo un anno di transizione, il campionato 1984/85 consegna ai castellani un’altra promozione, stavolta in… Promozione. I trionfi non sono finiti, perché nella stagione 1985/86, il Castello fa subito il bis e conquista l’Interregionale. Dopo tre anni, precisamente nella stagione 1988-89, superando ogni aspettativa vince anche il torneo Interregionale e si ritrova in C2. Con la conquista della quarta serie nazionale, in un crescendo di entusiasmo la gente continuava a fare lealmente e in modo genuino il tifo per il Castel di Sangro, identificandosi ancor di più in quel gruppo di atleti che dall’assoluto anonimato della Terza Categoria li aveva portati a confrontarsi con delle vere e proprie città che per dimensioni erano anche dieci volte Castel di Sangro. Era evidente che c’era bisogno di seri rinforzi per non mettere fine al bel sogno. Ed è stato solo grazie all’abilità di Gravina e dei suoi più collaboratori se dopo due anni di sofferenze (in cui il Castello riesce a raggiungere l’agognata meta della salvezza solo dopo i play-out) si comincerà a navigare verso la metà classifica, con dei campionati tranquilli. Vediamo nel dettaglio i primi tornei del Castello in C2
89-90 8°  in C/2 gir. C   All. Fontana P.
90-91 14° in C/2 gir. D  All. Rossi R.          salvo dopo spareggi con Cecina, Ospitaletto, Altamura
91-92 7°   in C/2 gir. B   All. Boccolini
92-93 4°   in C/2 gir. B   All. Boccolini

1993, ARRIVA IL MAGO JACONI  DALLA C2 AL “MIRACOLO” B IN 3 ANNI

La svolta avvenne a Natale 1993, con la squadra ultima in classifica sotto la guida di Busatta, che sotto l’albero trova l’esonero. Al suo posto, Gravina chiama l’esperto Osvaldo Jaconi. 1994: comincia la vera storia del Castel di Sangro. Ecco i risultati del Castello sotto i sei anni di gestione- Jaconi. Non c’è bisogno di aggiungere molto altro…
93-94 7° in C/2 gir. B All. Busatta-Jaconi O.
94-95 3° in C/2 gir. B All. Jaconi O.            promosso in C/1 dopo playoff  con Livorno e Fano  
95-96 2° in C/1 gir. B All. Jaconi O.            promosso in B dopo playoff con Gualdo ed Ascoli
96-97 16° in B All. Jaconi O.
97-98 20° in B All. Jaconi O.-Selvaggi       retrocesso in C/1

L’Osvaldo in paese è praticamente venerato. Non è da tutti, d’altronde, portare un centro di poche migliaia di abitanti dalla serie C2 alla serie B in due anni e mezzo, con giocatori il cui valore complessivo supera di pochissimo il mezzo miliardo. Nella stagione 1994/95 arriva la promozione in C1 dopo gli spareggi contro Livorno e Fano (ai rigori). Un traguardo sensazionale, niente però in confronto all’impresa della stagione successiva, quando arriva una storica serie B. Nel campionato 1995/96 in particolare, l’allenatore si rende protagonista di alcune decisione nelle gare dei play-off che gli sono valse poi l’appellativo di “mago”: nella partita di ritorno contro il Gualdo (andata 1-0 per gli avversari) a pochi secondi dalla fine inserisce Luca D’Angelo, un difensore che in campionato non ha mai segnato un gol. Un minuto dopo, lo stesso D’Angelo segna la rete dell’1-0 che consente al Castello di volare in finale contro il blasonatissimo Ascoli. Campo neutro Foggia, gara secca: dopo uno 0-0 nei due tempi regolamentari, il risultato non si sblocca neanche nei supplementari. Si va, come un anno prima, ai calci di rigore. Ma a due minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, Jaconi stupisce tutti sostituendo il portiere De Juliis, titolare in tutte le partite  campionato, con il secondo Spinosa, da due anni relegato in panchina. Sugli spalti, i numerosissimi sportivi sangrini giunti in massa da Castel di Sangro con pullman offerti dalla società, sono increduli ma confidano nell’Osvaldo. Che avrà ragione: con un balzo felino, in un’istantanea divenuta famosa, respinge il rigore calciato dall’ascolano Mirabelli. Il Castel di Sangro è in serie B!
A quel punto, finisce l’anonimato di Castel di Sangro, che balza all’onore delle cronache come il paese dove è avvenuto un grandissimo miracolo sportivo. In cadetteria,stagione 1996/97, dopo un anno di sofferenza in cui la squadra conosce anche l’ultimo posto in classifica, un miracolo più grande del precedente si realizza: la salvezza, che arriva alla penultima giornata, con una vittoria storica sui cugini del Pescara, sconfitti per 2-1 in uno stadio “Teofilo Patini” (ristrutturato da pochi mesi, con il Castello costretto ad iniziare il campionato a Chieti) da record (10.000 spettatori e quasi 300 milioni d’incasso). Da ricordare anche la leggendaria vittoria a “Marassi” contro il Genoa, sconfitto per 3-1 fra le mura amiche per quella che sarebbe stato l’unico colpo esterno della stagione: la vera forza del Castello, almeno quell’anno, fu proprio il “fattore campo”.
Ma la prima stagione nel calcio cadetto è ricordata anche per altri eventi che con il calcio hanno ben poco a che fare: dall’arresto del terzino Pierluigi Prete alla tragica morte in un incidente stradale di due giocatori, Danilo Di Vincenzo e Filippo Biondi, cui il Comune di Castel di Sangro ha dedicato un monumento eretto all’ingresso dello stadio. Eventi che hanno per un attimo trasformato la favola in incubo, ma con un finale lieto e commovente.


 LA PRIMA RETROCESSIONE: VERSO IL NUOVO MILLENNIO FRA ALTI E BASSI
Tutti dovevano aspettarsi che la favola prima o poi finisse, ma molti resteranno delusi quando l’anno successivo, smantellato il gruppo storico che aveva reso possibile l’impresa, arriverà la prima retrocessione (1997/98) della storia del Castel di Sangro Calcio. Jaconi verrà esonerato dopo una sconfitta (a Giulianova per la squalifica del “Patini”) per 4-0 contro il Chievo Verona. Il suo posto verrà preso da Franco Selvaggi, che riuscirà a raccogliere qualche punto (restano negli annali le vittorie contro Torino in casa- 2-1- e Pescara in trasferta – 1-2) ma non potrà evitare una triste retrocessione in C1, con il Castello ultimo in classifica.
Gravina non getta la spugna, si rimbocca le maniche e per l’anno 1998/99 chiama un giovane e rampante allenatore settentrionale, Antonio Sala, che sceglie personalmente giocatori che si riveleranno molto interessanti e funzionali al suo 4-3-3 che coniuga risultati e bel gioco richiamando gli sportivi giallorossi al “Patini”. Nei primi mesi, il Castello domina il girone B della C1, ma la sorpresa più grande arriva dalla Coppa Italia. L’anno precedente la squadra aveva già sfidato una squadra di A: eliminato al primo turno il Chievo (0-0, 2-1) gli undici di Jaconi si erano trovati di fronte la Fiorentina di Batistuta. Il turno sarebbe stato agevolmente passato dai viola (2-0 e 2-1 in un “Patini” pieno all’inverosimile) anche se ci fu la soddisfazione di aver sfidato un club di massima serie. Nessuno pensava che una squadra di A si sarebbe arrivati a batterla, cosa che avvenne proprio nell’anno di Sala: al “Patini” un autogol di Matrecano manda ko il Perugia, e al Curi Tresoldi troverà il gol del definitivo pareggio (1-1) a pochi minuti dal fischio finale. Sul cammino del Castello c’è la Salernitana, ma anche la squadra campana a sorpresa viene eliminata dall’armata giallorossa: 0-0 al “Patini” e 2-0 all’Arechi, il Castello si merita nientepopodimeno che l’Inter. Giocherà la gara di andata nel mitico San Siro, 1-0 per i nerazzurri (gol di Ventola) il risultato finale. La gara di ritorno viene disputata in un “Patini” che quasi scoppia in un piovoso pomeriggio di novembre. In campo c’è Baggio, ma il protagonista dell’incontro è Alberto Bernardi, che dopo un’ora di gioco porta in vantaggio i giallorossi. Neanche il tempo di sognare i tempi supplementari che l’arbitro Tombolini assegna all’Inter un rigore sospetto e spezza il sogno di 10mila cuori sangrini: 1-1 (Djorkaieff) e nerazzurri ai quarti. Il contraccolpo si avvertirà anche in campionato, con il Castello che non riuscirà ad agganciare neanche un posto utile per i play-off.
Mentre ci si avvia a programmare una nuova stagione, la 1999/2000 e con lo stesso gruppo, a sorpresa e a tre giorni dalla chiusura del mercato Antonio Sala chiede a Gravina di essere liberato. (vincerà il campionato con il Siena) mentre il presidente è costretto a decidere a chi affidare la squadra in poco meno di due giorni. Viene scelto Fabrizio Castori, 45 anni e tanti successi nelle categorie minori. La sua esperienza a Castel di Sangro si concluse con un esonero sotto l’albero e la squadra quattordicesima. Al suo posto viene chiamato Corrado Benedetti, poca esperienza alle spalle e tutta a Cesena (un campionato di C1 vinto, in serie B una retrocessione ed un esonero). Il Castello chiude il campionato con due mesi senza sconfitte e con una vittoria a Catania (0-1) che vale una sudata salvezza. Quella di Catania rappresenta l’ultima partita sotto la gestione-Gravina: il 75% delle azioni del Castel di Sangro passa nelle mani di una cordata di imprenditori romani capeggiata da Simone Gargano, segretario regionale dei DS. Come garanzia, in sede di presentazione Gargano porta con sé Gianni Rivera, che però con il Castello non avrà mai niente a che fare. Nel 2000/2001 la squadra arriva settima, togliendo non poche soddisfazioni alla tifoseria giallorosa. Sarà questo l’ultimo anno da ricordare.
98-99 6° in C/1 gir. B All. Sala
99-00 12° in C/1 gir. B All. Castori-Benedetti
00-01 7° in C/1 gir. B All. Benedetti


LA PARABOLA DISCENDENTE E LA CADUTA TRA I DILETTANTI
A partire dalla stagione 2001/2002, la squadra comincia la sua parabola discendente. Gargano si era presentato con un progetto triennale per riportare la squadra in B, ma al secondo anno ridimensiona i piani affidandosi ad un allenatore alle prime armi, il 43enne Gianluca Cesaro, chiamato a guidare una squadra poco competitiva. E come spesso accade, a pagare per tutti è l’allenatore: dopo sei gare di campionato (cinque sconfitte intervallate da una fortunosa vittoria casalinga sul Giulianova risolta grazie ad una punizione di Andrea Conti, figlio di Bruno mundial), scatta l’inevitabile esonero. Il giorno dopo, alla porta di Gargano bussa un certo Pietro Belardelli, misterioso imprenditore romano che in precedenza aveva tentato di acquistare diverse squadre di C. L’accordo sembra raggiunto, tanto che è lo stesso Belardelli a scegliere il nuovo allenatore, Angelo Orazi, che però non siederà mai in panchina, visto che in extremis vi è la rottura fra le due parti. Gargano allora chiama Francesco Paolo Specchia, allenatore esperto della categoria che però faticherà non poco per dotare il Castello di un’identità. La squadra a marzo comincia a conquistare punti in casa e in trasferta, tuttavia proprio in questo periodo accade un evento che peserà non poco sul futuro dei giallorossi: Gargano, dopo aver acquistato a Natale il restante 25% da Rezza, per le continue contestazioni cede l’intera società a Belardelli, il quale sbandiera ai quattro venti le sue intenzioni di fare grande il Castel di Sangro entro due anni, ma finisce con l’interferire nelle scelte di natura tecnica senza, peraltro, risolvere i problemi societari. Specchia viene esonerato due volte, e  alla delicata posizione in classifica si aggiungono i problemi di natura economica: i giocatori mettono in mora la società che non paga gli stipendi da mesi e cominciano le visite della Lega, della Covisoc e dell’Enpals. Belardelli si mostra tranquillo, e in una conferenza stampa annuncia di aver liquidato tutti i creditori. Nel frattempo, la squadra non vince più. Con la certezza matematica di dover disputare i play-out, viene chiamato Nando Rossi, 50 anni e la stagione precedente per un breve periodo alla guida del Latina. L’avvento dell’ex calciatore del Torino non riesce ad impedire una triste retrocessione, maturata al “Patini” dove il Castello, all’andata sconfitto in pieno recupero dal Sora (1-0) non va oltre lo 0-0. Nonostante tutto, Belardelli promette di allestire una squadra in grado di risalire subito, ma i debiti (in verità mai saldati) gli fanno cambiare idea. Nel frattempo acquista il Lecco, società che poi fallirà miseramente. Stessa sorte sarebbe toccata al Castello se l’ex presidente Gravina, nel frattempo salito ai vertici federali, non fosse intervenuto, e insieme ai cittadini (che formeranno l’ “Associazione Giallorossa”) non avesse liquidato Belardelli.
La società sarà poi acquistata dalla famiglia Bergamotto per la simbolica cifra di 1 euro, ma con l’obbligo di farsi carico di tutti i debiti accumulati dalla precedente sciaguratissima gestione.
Si apre così l’era più tormentata dell’ultracinquentenaria storia sangrina, che sembra chiudersi dopo quattro retrocessioni consecutive (e tre ripescaggi) e la mancata iscrizione alla serie D.
01-02 14° in C/1 gir. B All. Cesaro-Specchia-Rossi retrocesso in C2 dopo i playout col Sora
02-03 15° in C/2 gir. B All. Alberti-Nobili-Ferazzoli retrocesso in D dopo playout con Fano, poi ripescato
03-04 16° in C/2 gir. C All. Ferazzoli-Torrisi-Carannante
retrocesso in D dopo playout con Ragusa, poi ripescato
04-05 18° in C/2 gir. C All. Capuzzo retrocesso in D, non si iscrive al campionato

 LA RINASCITA: PRO CASTEL DI SANGRO

L’11 luglio 2005, qualche ora dopo l’esclusione dal campionato di D, alcuni imprenditori dell’Alto Sangro, grazie anche al notevole apporto dell’amministrazione comunale, decidono di far ripartire il calcio in un paese che, appena dieci anni prima, aveva dato lustro all’intera Regione Abruzzo riuscendo ad ottenere una storica promozione in serie B. Tradizione sportiva e blasone ma non solo hanno spinto alcuni appassionati del comprensorio a ricominciare dai campionati dilettantistici raccogliendo l’eredità del vecchio club, cancellato dalla geografia del calcio dopo la rinuncia alla partecipazione al campionato nazionale di serie D 2005/2006. Si riparte dal campionato di Promozione, la società si affretta ad allestire una squadra competitiva che fino alle ultime battute del torneo lotta per il primato, perso poi all’ultima giornata. Dopo l’amara parentesi dei play-off (eliminazione in semifinale), si riparte con rinnovato entusiasmo e nella stagione 2006/2007 viene allestita un’autentica corazzata sotto la presidenza di Giuseppe Santostefano. Complessivamente, in due anni in Promozione la compagine sangrina ha totalizzato ben 154 punti in 70 partite ufficiali disputate (media 2.2 punti a gara). Numeri che sono valsi, nella primavera del 2007, la vittoria del campionato, ottenuta con cinque turni di anticipo dopo che la squadra (guidata da Emidio Oddi) ha comandato il proprio girone dalla prima all’ultima giornata, conquistando così la promozione in Eccellenza. Nel torneo 2007/2008, i sangrini hanno chiuso al nono posto la loro prima stagione nella massima divisone del calcio dilettantistico abruzzese. 

  A.S.D. CASTEL DI SANGRO: IL FUTURO E’ OGGI
Nell’estate del 2008, la società chiede alla Figc Abruzzo di cambiare denominazione sociale in “A.S.D. Castel di Sangro”. Si torna al vecchio nome, torna il vecchio Castello, per programmare altre stagioni vincenti: il futuro è appena cominciato…


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