Sciolto il Consiglio Comunale di Teramo

Teramo. 18 consiglieri hanno rassegnato le dimissioni. Le prime reazioni

04.12.17 17:24
By redvit

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Sciolto il Consiglio Comunale di Teramo

Teramo. Il consiglio comunale di Teramo è sciolto. Diciotto consiglieri comunali, 11 dell'opposizione e 7 di Futuro In e Civica Al Centro per Teramo hanno presentato le proprie dimissioni dinanzi al vicesegretario generale del Comune, Fulvio Cupaiolo, determinando così il venir meno del numero minimo di componenti per l'attività amministrativa.
Alla firma mancavano i soli consiglieri Paola Cardelli, indipendente, e Milton Di Sabatino, presidente del consiglio comunale ed esponente di Futuro In (gruppo di maggioranza relativa che fa capo al vicepresidente del Consiglio regionale Paolo Gatti), impegnato fuori città questa mattina.

LE REAZIONI

IL PD

Oggi si scrive la fine definitiva di uno spacciato “modello Teramo” che ha già fallito in Regione e che adesso termina definitivamente la sua supposta esistenza proprio da dove era nato, ovvero il Comune di Teramo. 

La fine anticipata dell’amministrazione Brucchi, anche ad opera dei suoi stessi fautori, non salva nessuno di coloro i quali sono stati attori di un lungo periodo del centrodestra a Teramo. Si apre una fase nuova che vedrà il PD protagonista della nuova stagione.

Camillo D’Alessandro, consigliere regionale e presidente dell’assemblea regionale del PD

NOI CON SALVINI

A ridosso delle elezioni politiche si è consumato a Teramo il suicidio assistito dell’Amministrazione Comunale, nello stesso momento in cui i sondaggi e i risultati premiano l’unità del centrodestra, aTeramo parte della maggioranza decide di far saltare il banco.

Invitiamo tutto il Centrodestra ad una riflessione congiunta e corale ma puntuale, che consenta una presenza unitaria e vincente nei prossimi impegni elettorali: politiche, amministrative e regionali.

Il tutto senza fughe in avanti e senza ipocrisie.

Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale

FORZA ITALIA

«Vedere sei consiglieri comunali di Teramo, eletti nel centrodestra, firmare le dimissioni al fianco dei consiglieri di centrosinistra per provocare la caduta del sindaco Maurizio Brucchi mi addolora e mi amareggia. Lo ritengo un atto di irresponsabilità e mi lascia anche molto perplesso riguardo alla scelta politica che c’è dietro, al di là delle frasi di circostanza». Il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano ritiene «grave e inopportuno nella forma e nella sostanza» l’atto formale che sancisce la conclusione anzitempo del mandato elettorale del Sindaco Brucchi, e soprattutto «rende incomprensibile alla cittadinanza l’amministrazione della Cosa pubblica e l’allontana dalla politica. Una brutta pagina, da qualunque angolazioni la si guardi, che svilisce il lavoro compiuto in oltre otto anni e mezzo e rende la posizione di Teramo più vulnerabile all'esterno, per di più in un momento delicatissimo per la vita della città».

Il coordinatore regionale di Forza Italia poco meno di un mese fa si era fatto parte diligente nel cercare di ricucire lo strappo nella maggioranza di centrodestra dovuto alla presa di posizione di sei consiglieri comunali del gruppo “Futuro In”  facendosi promotore di un tavolo di convergenza tra il sindaco, il coordinatore provinciale di Forza Italia per Teramo Vincent Fanini, e il vice presidente del consiglio regionale di Forza Italia Paolo Gatti, cui i consiglieri di “Futuro In” fanno riferimento. Ma i sei consiglieri hanno ritenuto di andare avanti per la loro strada, mettendo in minoranza Brucchi e facendo cadere l’amministrazione del Municipio.

Pagano esprime profonda preoccupazione di fronte allo scenario che si va delineando: «Una città alle prese con i gravi problemi provocati dal terremoto e con i complicati itinerari della ricostruzione viene da un atto di irresponsabile sfiducia politica rimessa nelle mani di un commissario prefettizio che dovrà calarsi in una realtà non sua e fronteggiare questioni complesse ed urgenti, senza l’esperienza sul campo di un amministratore.

Non vorrei che i personalismi, in questo caso, abbiano preso il sopravvento sul bene pubblico. Brucchi è stato un Sindaco che si è speso sempre per la città e con la città: interromperne in questo modo il lavoro, mi lascia basito, soprattutto perché la stampella al centrosinistra è stata strumentalmente offerta dai sei consiglieri di centrodestra di “Futuro In”. Questa è una sconfitta per tutti. Mi auguro che – conclude il coordinatore regionale di Forza Italia –, una volta placati gli animi, il centrodestra sappia ritrovare lucidità e concordia d’azione».

IL PD TERAMO

Con il Sindaco Maurizio Brucchi è caduto l’ultimo finto baluardo del “Modello Teramo”, che in Città tutti hanno potuto registrare come “papocchio Teramo”.

Siamo soddisfatti di aver evidenziato e decretato la fine di una situazione penosa e umiliante per Teramo.

Il nostro ruolo di opposizione chiara e fuori da ogni pasticcio ce lo ha imposto, ma certo quella di oggi non è una giornata felice: il fallimento di un’Amministrazione è una ferita inferta alla Città che l’ha scelta e i Teramani non vogliono e non devono trovarsi più nelle condizioni di accettare, senza possibilità di reagire, errori e accordi capricciosi e personali, che passano sopra le loro teste.

Oggi non si festeggia. Si considera questo lunedì come il Giorno Zero, per ripartire. Senza più umiliazioni per Teramo, né per nessuno dei Teramani, di qualsiasi estrazione e scelta politica. Oggi è il Giorno Zero e la Cittadinanza non deve temere “l’ignoto”, perché il Commissario che prenderà la guida dell’ordinario, certamente garantirà la gestione delle vicende più significative, che in questo momento riguardano Teramo, e nel frattempo una politica più serena avrà modo di preparare il lavoro da fare con la nuova Consiliatura.

Il Commissario dell’Unione Comunale del PD Teramo

Sandro Mariani

04.12.17 17:24 - redvit - Letto 117