Centri commerciali. L'Abruzzo seconda in Italia

Silvi. L'analisi della Fisascat Cisl che ha confermato Piccinno alla guida della Federazione

20.04.17 10:30
By redvit

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Centri commerciali. L'Abruzzo seconda in Italia

Silvi. Il congresso della Fisascat Cisl AbruzzoMolise, riunito all’ HOTEL HERMITAGE, di Silvi Marina (TE), ha confermato alla guida della Federazione Leonardo Piccinno.
I lavori della giornata sono stati aperti dalla relazione della segreteria che ha introdotto il dibattito presieduto da Giovanni Notaro, Segretario Generale Aggiunto Usi AbruzzoMolise. Le conclusioni sono state affidate a Vincenzo Dell’Orefice, Segretario Nazionale Fisascat.
Da un’analisi degli ultimi dati economici ed occupazionali, presentata alla kermesse della classe dirigente della Fisascat, si intravedono segnali che, ad un primo sguardo, sembrano incoraggianti per lo sviluppo dell’Abruzzo e del Molise, ma nascondono un peggioramento delle condizioni che la gente vive quotidianamente.  “Un andamento negativo che ha favorito  l’acuirsi di paure vecchie e nuove che hanno cambiato gli stili di vita e modificato i consumi. Questi cambiamenti non modificano solo i consumi, ma anche i luoghi e modalità in cui questi vengono esercitati, e pongono una pesante ipoteca sulla tenuta dell’occupazione e della struttura produttiva. Nelle due regioni italiane è nato un nuovo modello distributivo”.
L’Abruzzo è la seconda regione italiana con la percentuale più alta per la concentrazione di centri commerciali: per ogni mille abruzzesi ci sono 205,45 metri quadrati di centri, a fronte dei 179,6 della Lombardia. Il Molise, invece, registra valori più contenuti: 95,05 mq di aree sono destinate alla grande distribuzione per ogni mille abitanti. “La proliferazione   di tali insediamenti ha incentivato occupazione, evoluzione sociale e consumi, crescita dell’economia, ma ha anche fagocitato la struttura portante del sistema commerciale e distributivo dell’economia: ossia quel commercio diffuso e al minuto, fatto di piccole e piccolissime imprese, di mercati circoscritti e naturalmente con una limitatissima capacità occupazionale, - ha sottolineato il segretario della FISASCAT”.
Il Segretario Piccinno ha espresso, nel suo intervento, la contrarietà della Fisascat e della CISL AbruzzoMolise alle aperture selvagge degli esercizi commerciali. "Secondo le ultimi indagini i consumi sono in calo e le famiglie abruzzesi e molisane non spendono più e per questo non si giustificano le aperture durante le festività”. All’andamento negativo dei consumi bisogna aggiungere il fatturato dei negozi durante i giorni domenicali: non è aggiuntivo a quanto prodotto durante la settimana, ma solo sostitutivo. Questa decisione non porta beneficio né al commercio e né ai portafogli delle lavoratrici e dei lavoratori”.
La crescente informatizzazione e digitalizzazione dei sistemi produttivi e commerciali e la loro integrazione, viene oggi identificata come la quarta rivoluzione industriale, o più comunemente “INDUSTRY 4.0”. 38 milioni di persone sono connesse. La maggior crescita si registra nell’uso dei social dai dispositivi mobili. “Anche gli abruzzesi e i molisani stanno contribuendo a far crescere la percentuale di chi ricorre agli acquisti di beni e servizi tramite internet e l’assenza di un’adeguata legislazione regionale favorisce l’esplosione del commercio elettronico in assenza di regole codificate. La Regione Abruzzo, nella recente legge sul commercio, ancora in fase di approvazione, ha confinato  la materia dell’ “e-commerce” in appena cinque righe di proposizioni. Il sistema produttivo e commerciale non sta fermo: quasi il 10% delle aziende abruzzesi  vende tramite internet e il 5,9% quelle molisane.
        “Il lavoro innovativo, digitale, tecnologico, modifica e richiede sempre di più al singolo lavoratore, competenze specifiche e conoscenze. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti contrattuali che non vanno ad appesantire i fattori di costo, ma rispondano in maniera efficace alla necessità di salvaguardare il potere di acquisto del salario dei lavoratori, con un occhio attento al crescente bisogno di  qualità della vita privata e personale e la compatibilità del lavoro quale più alta forma di espressione della dignità e condizione umana. E’ ormai inderogabile ridisegnare per via negoziale e non legislativa la contrattazione, individuando almeno due  livelli distinti e non sovrapposti che adattino diritti, tutele e salario minimo alle specificità che il lavoro nelle sue varie espressioni richiede in maniera flessibile e solidale”.
La Fisascat Cisl non ha paura del nuovo che avanza.
“Questi cambiamenti culturali e strutturali pongono degli interrogativi alla politica, al mondo imprenditoriale e al sindacato. Ed oggi la Federazione della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, è un esempio perché con il processo di riorganizzazione ha unito due regioni per rafforzare la propria azione di tutela e rappresentanza nei luoghi di lavoro e nei territori. Oggi siamo una forza credibile per i lavoratori, - ha concluso Leonardo Piccinno”

20.04.17 10:30 - redvit - Letto 117