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CIVITELLA DEL TRONTO - Francesco Piccioni, uno chef d'altri tempi. Non per i suoi gustosi manicaretti bensì per l'amore e l'arte che ha sempre messo in atto nella sua alcova, esattamente, in cucina: ieri stretta ed angusta; oggi larga e ben fornita d'ogni ben di Dio.
Oggi Francesco Piccioni, civitellese verace, ha spento le fatidiche candeline poste sopra ad una torta grande così. Quante? non tante. Auguri dalla nostrea redazione. "Sono, a tutt'oggi, ben 57 anni che svolgo il cuoco, un mestiere che, una volta affinato, riesce a dare sempre delle grandi soddisfazioni. _ esordisce Francesco Piccioni _ Ho iniziato a fare questo lavoro in Venezuela, precisamente, a Caracas. Vi emigrai intorno agli anni '50. In quella meravigliosa terra, inzuppata di 'oro nero', ci sono rimasto dieci anni. Un giorno venni convocato dal governo venezuelano affinchè, in occasione della visita di Stato da parte del presidente cubano Fidel Castro, fossi io a preparare il pranzo. Volete sapere cosa preparai? _ continua Francesco Piccioni _ ecco il menù molto apprezzato dai due Capi di Stato, quello venezuelano e quello cubano: assaggini vari d'ogni gusto; per i primi mandai alla tavola presidenziale una fiammante chitarra con le pallottine e il timballo abruzzese; successivamente una parria argentina con contorni vari e, 'dulcis in fundo', un bel creme caramel".
Dopo Caracas il cuoco vibratiano è emigrato ancora accasandosi in uno dei migliori hotel-ristorante di Lugano. Tornato in Italia, sempre come cuoco, Francesco Piccioni, è stato per ben 18 anni all'Orso Bianco' di Prati di Tivo. Successivamente a San Marino alla 'Quercia antica'; a Fregene al 'Golden beach'; allo Smeraldo di Giulianova Lido e, ancora, per tanti anni, da Giulio Pedicone, titolare dell'Acqua Park ristorante. Tra i piatti preferiti dai miei buongustai, che sono sempre molto apprezzati, sono le 'ceppe' alla civitellese, condite con un ragù a base di manzo e agnello; il filetto alla Borbonica e il pollo alla Franceschiello. Ora continuo con molto impegno dando una mano, affinchè la salute mi assiste, sempre al ristorante dell' Acqua Park. La mia famiglia _ termina _ mi è stata sempre vicina con la mia dolce consorte Lidia e Riccardo e Leonardo, due figli eccezionali che, purtroppo, non hanno voluto ricalcalcare le orme del padre. Non importa, va bene anche così".
Serafino Di Monte
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