"Acqua. Bene comune o merce". Incontro del Wwf teramano

Teramo -  L’appuntamento è fissato per il venerdì 5 marzo, ore 17.30, presso il Centro di Documentazione ambientale in via De Vincentiis

03.03.10 13:42
By redmari

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TERAMO – Una nuova occasione nelle mani della celeberrima associazione ambientalista per gridare il proprio dissenso ed accendere i riflettori su un problema attualissimo e discusso: la privatizzazione dell’acqua. Sono in tanti gli enti che si oppongono alla recente riforma introdotta dal Parlamento che ha reso obbligatoria dal 1° gennaio 2012 la gestione privata di questo bene (art. 23bis della Legge 133/08, così come modificato dall’art. 15 della Legge 166/09), tra di essi sindacati, comitati e diocesi… Il Wwf Teramo è pronto a proporre iniziative nell’ambito della campagna nazionale “Salva l’acqua” e chiede una gestione di questa risorsa che sia “realmente pubblica, partecipata ed attenta alla conservazione”. Un incontro dal titolo emblematico: “Acqua: bene comune o merce. Il rischio della privatizzazione e la risposta dei cittadini” aprirà una serie di eventi che mirano a raggiungere gli obiettivi più immediati. L’appuntamento è fissato per il venerdì 5 marzo, alle ore 17:30, presso il Centro di Documentazione ambientale in via De Vincentiis (angolo viale Bovio – Edificio nuovo Comi – Croce Rossa Italiana). “L’importanza della questione – si legge nel comunicato del Wwf Teramo - ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale ed una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società. Da diversi anni – spiega l’associazione ambientalista - sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche amministrazioni locali sulla base di un’esigenza comune e condivisa: la necessità di una svolta radicale rispetto a chi vuole fare dell’acqua una merce, provocando degrado e spreco della risorsa, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia.”

Marinica Rivolta

03.03.10 13:42 - redmari - Letto 590


 

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