15.07.10 11:30
By
Redcan
“Into the blue” al cinema Massimo di Pescara
PESCARA - Dopo aver vinto il Premio Internazionale Emilio Lopez come miglior documentario per la sezione “Abruzzo Doc” all’ultimo Festival del documentario d’Abruzzo - che si è svolto a Pescara lo scorso giugno - il film “Into the blue” sarà proiettato da venerdì 16 a giovedì 22 luglio presso il Cinema Teatro Massimo in Via Caduta del Forte a Pescara. In particolare, venerdì 16 luglio alle 20,30 si terrà una proiezione in anteprima del film, con la partecipazione in sala del produttore e cosceneggiatore Marco Lombardi di Grillo Film e altri componenti del cast.
Girato dal promettente regista, fotografo e sceneggiatore aquilano Emiliano Dante, “Into the blue” (Italia, 2009, 75’) è una docu-fiction che ci racconta la tragedia del terremoto “senza cadere nello sterile documentarismo ma restituendoci il dolore della popolazione e dell'autore stesso in una dimensione immaginaria di notevole valore”, come riportato nella motivazione per la vittoria del Festival del documentario d’Abruzzo.
Dopo il disastroso terremoto del 6 aprile, Emiliano, Valentina, Paolo, Elisabetta, Stefano e Alessio vivono nella tendopoli di Collemaggio. Uno cerca di fare il regista, ad alcuni piace suonare, altri ancora vorrebbero essere attori. Così le loro storie reali - di persone per le quali la condizione della tendopoli è diventata anche un simbolo della precarietà esistenziale - si mescolano ad altre immaginate, che reinventano le possibilità ed i rapporti. Queste persone si trasformano dunque in (sei) personaggi in cerca di passioni reali, nonostante il mondo di fuori - i media innanzitutto - abbia (voyeuristicamente) assegnato loro due soli ruoli: a volte di vittime inconsolabili, a volte di prigionieri.
“Contrariamente a quanto si potrebbe pensare” afferma il regista Emiliano Dante “e nonostante a diversi mesi dal sisma la nostra situazione sia ancora dura e difficile, la tendopoli è stata un luogo fortemente creativo: l'assenza di muri, di porte e di ‘oggetti’ ha inevitabilmente portato all'incontro, al confronto e alla scoperta. Le stesse musiche del film sono state composte da tutti noi proprio all’interno della tendopoli. Forti di questo spirito abbiamo cercato di auto-rappresentarci con ironia, invece che in maniera patetica o piagnucolosa, consapevoli che “Into the blue” è una docu-fiction, cioè una sorta di adattamento a una catastrofe naturale”.