Libri: presentato a Pescara “Fellini, di segni e di sogni”

Pescara - Ieri pomeriggio, presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia

27.02.10 19:31
By redmax

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Libri: presentato a Pescara “Fellini, di segni e di sogni”

PESCARA - Ieri pomeriggio, presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, è stato presentato il volume “Fellini, di segni e di sogni”. Sono intervenuti il presidente della “Fondazione Fellini” Vittorio Boarini, l’assessore provinciale alla Cultura Fabrizio Rapposelli e Goffredo Fofi. “Fellini, di segni e di sogni” raccoglie disegni inediti del grande regista che, attraverso un linguaggio ironico e metaforico, si apre a nuove letture critiche. Vittorio Boarini parla di “infantilismo quale azzeramento delle forme tradizionali (tipico delle avanguardie storiche) per ritrovare la spontaneità immediata dell’automatismo psichico anche nelle modalità del poliformismo perverso”. I riferimenti artistici vanno dal surrealismo al cubismo, sintetizzati in quello stile ironico che caratterizza la poetica felliniana. Nati dall’esigenza del regista di visualizzare idee e pensieri, anche a favore dei suoi collaboratori - che fosse una situazione, il carattere o costume di un personaggio, un’atmosfera... - questi schizzi, provenienti dalla Fondazione Fellini, selezionati e pubblicati da Tricromia, abbracciano un arco temporale di circa cinquant’anni: Otto e mezzo, La Dolce Vita, La Città delle Donne, Armarcord, E la nave va... E non mancano pensieri veloci sulla sessualità collegata ad una femminilità esuberante. “Sarà opportuno ricordare che la prima pulsione creativa del regista è stato proprio il disegno al quale si è dedicato fin da bambino - scrive Boarini nella prefazione - Ho avuto, infatti, la fortuna di vedere i suoi quaderni delle elementari, dove illustrava i temi svolti con bellissimi disegni. Tale vocazione non è mai stata abbandonata, sia per ragioni professionali sia per dare sfogo ad una tendenza innata che lo faceva riempire i tempi morti disegnando, per esempio, mentre parlava al telefono, oppure usava i tovaglioli dei ristoranti dove cenava come tele nelle quali coi pennarelli fissava i volti dei commensali o di altri personaggi che lo colpivano per qualche particolarità”.

27.02.10 19:31 - redmax - Letto 1354


 

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