Carlo Masci si candida per una Pescara che torni vivibile, bella e attraente

Masci: "Leggo sull'Ansa, e non solo, che io avrei intenzione di chiudere i locali della movida. Mai detto nulla del genere"

18.05.19 09:21
By La Redazione

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Carlo Masci si candida per una Pescara che torni vivibile, bella e attraente

«Questa di Marinella non è la storia vera. Prendo a prestito un verso di De Andrè per esprimere con garbo e con un sorriso il mio sconcerto sull’ennesima dichiarazione di Marinella Sclocco che mi attribuisce frasi mai pronunciate.

Un conto però quando è assente, forse le riferiscono male, e lei subito parte lancia in resta con furore degno di miglior causa; un altro quando lei è presente, allora la cosa diventa meno spiegabile dal punto di vista della buona fede».

Il candidato sindaco di Pescara per il centrodestra, Carlo Masci, suo malgrado si sente in dovere di smentire dichiarazioni a lui attribuite dall’avversaria di centrosinistra. «Leggo sull'Ansa, e non solo, che io avrei intenzione di chiudere i locali della movida. Mai detto nulla del genere. Mi spiace due volte per la Sclocco: la prima è perché si aggrappa ormai alle nuvole; la seconda perché  quando ero assessore al turismo e alla riqualificazione urbana con Carlo Pace ho inventato e lanciato la Pescara effervescente e attraente dal punto di vista del divertimento. Un divertimento sano, in un’epoca in cui si rispettavano le regole e tutti erano contenti della città viva e vitale. 

Oggi in alcune zone c'è il Bronx perché l'amministrazione di centrosinistra è stata totalmente assente manifestando l’incapacità di gestire i processi di cambiamento in atto. La stessa amministrazione che, guarda caso, ha indicato Marinella Sclocco come sindaco, che mi preoccupa per le sue affermazioni disinvolte e non veritiere, oltre che aggressive.

Anche per questo – conclude Masci – mi candido a sindaco: per una Pescara che torni vivibile, bella e attraente dopo i disastri di una gestione a guida PD, di cui alcuni esponenti sono ora nuovamente in prima linea, persino mascherati da civici, per dare continuità a un’esperienza fallimentare come nulla fosse».

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