Pescara, presentata la mostra ‘D’Annunzio e lo Sport’

Pescara - Cento pannelli per raccontare la storia dello Sport in Abruzzo, dal 19 al  31 luglio

18.07.12 20:17
By Redcan

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Pescara,  presentata la  mostra ‘D’Annunzio e lo Sport’

PESCARA - “Cento pannelli per raccontare la storia dello Sport in Abruzzo, dalle Giostre e giochi popolari, sino ad arrivare a quelle manifestazioni che hanno fatto grande il nome della nostra regione, come la Coppa Acerbo o il Trofeo Matteotti, passando attraverso D’Annunzio e il suo rapporto con la disciplina sportiva. E’ questa la mostra allestita dalla Sovrintendenza Archivistica per l’Abruzzo, che inaugureremo all’Aurum, domani, giovedì 19 luglio, alle ore 19, aprendo al pubblico le sale dedicate sino al prossimo 31 luglio, e con la proiezione di un video che è anche strumento didattico”. Lo ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Giovanna Porcaro nel corso della conferenza stampa odierna convocata con la dottoressa Maria Teresa Spinozzi, curatrice dell’esposizione, per ufficializzare le caratteristiche della mostra ‘Luoghi, Protagonisti e Forme dello Sport in Abruzzo, la Memoria narrata – D’Annunzio e lo Sport’.

“La mostra – ha ricordato l’assessore Porcaro – è stata allestita una prima volta tre anni fa, in occasione della XVIa edizione dei Giochi del Mediterraneo, e oggi la riproponiamo arricchita dai pannelli relativi al rapporto tra D’Annunzio e lo sport, pannelli forniti dalla Fondazione de Il Vittoriale. E l’obiettivo è quello di presentare al pubblico abruzzese il risultato di un lavoro di ricerca durato tre anni durante il quale sono stati individuati, censiti e studiati circa 100 archivi privati e pubblici. Nell’ambito della mostra, che resterà aperta al pubblico sino al prossimo 31 luglio, saranno esposti documenti databili dalla fine del XV secolo sino ai giorni nostri, secondo un percorso cronologico che ricostruisce l’affermarsi e il consolidarsi della pratica sportiva. Dai Palii del Rinascimento allo sport inteso come pratica aristocratica o d’élite sino allo sport di massa. La documentazione raccolta, molta della quale proveniente da privati, ci racconta di un Abruzzo molto meno marginale di quanto si creda tradizionalmente, e non solo per le capacità dimostrate nell’organizzazione di eventi, dalla Coppa Acerbo al Trofeo Matteotti, nato nel 1945, sino alla Coppa Interamnia di pallamano, ma anche per la presenza di atleti e compagini sportive di tutto riguardo, e pensiamo ad esempio all’olimpionica Ondina Valla o alla squadra Campione d’Italia dell’Aquila Rugby, senza dimenticare Vito Taccone, il ciclista conosciuto come il ‘Camoscio d’Abruzzo’, che per primo si è inserito nel processo di spettacolarizzazione dello sport che è uno degli aspetti di trasformazione del costume. E la mostra evidenzia come lo sport, negli anni, si sia configurato sempre più come attività imprenditoriale, sino a diventare fattore trainante non solo dell’economia, ma anche nella politica e nell’informazione”. “La mostra resterà all’Aurum sino al 31 luglio, quindi diventerà itinerante, con prima tappa a Bucchianico – ha detto la dottoressa Spinozzi – e lungo i 100 pannelli allestiti ripercorreremo la storia dello sport in Abruzzo, partendo dalla Giostra Cavalleresca di Sulmona, datata 1582, per poi passare allo sport ai tempi dell’Unità d’Italia, al culto del corpo quale strumento di creazione del valor militare tipico del periodo fascista, per poi dedicare uno spazio a ciascuna disciplina sportiva, riscoprendone fatti, personaggi e aneddoti: dalle prime gare di nuoto che a Pescara si svolgevano direttamente in mare, visto che le prime piscine attrezzate sono nate solo negli anni Sessanta, quindi il calcio, il tennis, il ciclismo con la ricostruzione della storia del Giro d’Italia in Abruzzo, partendo dal documento più antico, del 1909 della giunta comunale di Chieti con il quale vennero stanziate 250 lire per l’accoglienza della seconda tappa del primo Giro d’Italia. E per la mostra sarà disponibile anche il Catalogo, gratuito, due volumi in edizione cofanetto nei quali abbiamo raccolto l’intero lavoro di ricerca”.

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