Accorpamento province, reazioni sulle dichiarazioni di Di Giuseppantonio

Pescara - Il sindaco Mascia invia libro storia di Pescara a Presidente della Provincia di Chieti Di Giuseppantonio

10.07.12 19:31
By Redcan

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Accorpamento province, reazioni sulle dichiarazioni di Di Giuseppantonio

PESCARA - “Ho inviato appena questa mattina al Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, ‘La Grande Storia di Pescara-Castellamare dalle origini al XX Secolo’, un pregevole volume realizzato dal nostro consigliere comunale Licio Di Biase, anch’egli dell’Udc, partito del Presidente, 618 pagine che consentiranno all’amico Di Giuseppantonio di approfondire la lunga storia di Pescara, superando il vecchio pregiudizio di una ‘città giovane fatta da commercianti’. Sono certo che, dopo la lettura del volume, lo stesso Presidente rivedrà le proprie certezze circa la città che, a fronte dell’unificazione delle Province di Chieti e Pescara, erediterà il ruolo di capoluogo di provincia. Come ho sempre detto, da uomo delle Istituzioni e dello Stato, rifiuto i beceri campanilismi, ma è chiaro che se si insulta Pescara sono pronto a salire sulle barricate”. Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia in riferimento all’intervento odierno del Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio sull’attribuzione futura alla città di Chieti del ruolo di capoluogo di Provincia una volta definito l’accorpamento delle due Province stesse.

“Se posso comprendere la strenua difesa del proprio territorio da parte di un amministratore, difesa che anche Pescara porterà avanti, senza alcun campanilismo, ma partendo da dati oggettivi – ha detto il sindaco Albore Mascia -, ritengo che siano proprio errate le premesse da cui parte l’amico Di Giuseppantonio. Quando dice che Chieti diventerà naturalmente il capoluogo della nuova Provincia Pescara-Chieti perché ‘Chieti ha una storia più lunga di capoluogo di Provincia, oltre che una tradizione di città degli uffici’, è evidente che non ha ben approfondito la storia di Pescara. Non penso che a incidere sulle decisioni del Governo Monti possa essere la semplice data della ‘costituzione anagrafica’ della Provincia, ma piuttosto incideranno fattori come la storia istituzionale della città, e Pescara vanta una tradizione ormai ben nota a tutti: basti pensare alle tracce della città antica lasciate dai romani che proprio Licio Di Biase, nei propri testi, ha fatto riemergere dai documenti recuperati nei nostri Archivi di Stato. E tralascio le vicende della piazzaforte, di Santa Gerusalemme, dei reperti di Colle del Telegrafo, tracce che la nostra amministrazione comunale sta, proprio in questi anni, riportando alla luce per farne volano di cultura e turismo. A incidere sull’assegnazione del ruolo di capoluogo di provincia saranno inevitabilmente fattori diversi: Pescara è già oggi sede di Istituzioni regionali, ricordiamo che attualmente tre quarti degli assessorati regionali hanno sede nel capoluogo adriatico, senza dimenticare gli investimenti realizzati sul nostro territorio dalla Regione Abruzzo anche dal punto di vista patrimoniale. E la scelta operata dalla Regione Abruzzo di localizzare a Pescara la propria ‘seconda sede istituzionale’, dove peraltro si svolgono tutte le sedute invernali del Consiglio, non è avvenuta a caso, ma è stata determinata da fattori esterni concreti e innegabili: innanzitutto la facilità dei collegamenti, autostrada, Ferrovia, un aeroporto-scalo internazionale, che rendono Pescara una città accessibile e raggiungibile sempre, trecentosessantacinque giorni l’anno. Non a caso Pescara viene scelta per ospitare i maggiori eventi istituzionali, sportivi, ludico-ricreativi, grazie anche alla disponibilità di spazi, dallo Stadio con i suoi oltre 20mila posti a sedere, alla spiaggia, per eventi estivi, fino alle strutture al coperto che stiamo potenziando. Non a caso eventi come l’Iron Man si svolgono a Pescara, non a caso la Nazionale Azzurra sceglie Pescara per i suoi happening. Senza parlare del Tribunale di Pescara, una struttura che subito dopo il terremoto ha saputo supportare in modo eccellente L’Aquila. Chieti è sede ufficiale dell’Università ‘D’Annunzio’ – ha ancora ricordato il sindaco Albore Mascia -, ma è innegabile che la stessa popolazione studentesca universitaria scelga Pescara come luogo di residenza durante i propri studi, pur non disponendo, Pescara, di residenze specifiche. Pescara è una città di 130mila abitanti residenti, che d’inverno, ogni giorno, vede la presenza sul territorio di almeno 200mila persone che gravitano nel capoluogo adriatico per lavoro, studio o tempo libero, e d’estate quel numero si moltiplica ulteriormente. Pescara – ha detto il sindaco Albore Mascia -, e lo dico senza timore di smentita, è un centro di gravità attorno a cui ruota la stessa politica regionale, non solo quella economica, ma anche culturale, turistica e istituzionale. Lo dimostra il fatto che qualunque cosa accada a Pescara ha un effetto amplificato rispetto a qualunque altro luogo. Un esempio: mesi fa le Istituzioni hanno bloccato il dragaggio del porto di Ortona così come accaduto a Pescara, tanto che la Snav quest’anno ha dovuto tagliare completamente i collegamenti dall’Abruzzo non potendo contare neanche sullo scalo chietino. Eppure sugli Organi di Informazione a suscitare scalpore non è il mancato dragaggio del porto di Ortona, ma solo di quello di Pescara perché le attenzioni istituzionali e le aspettative economiche sono concentrate su Pescara che, come giustamente il Presidente Di Giuseppantonio ha sottolineato, è di fatto la ‘capitale economica’, mi si passi il termine altisonante, dell’Abruzzo, città di commercio, ma anche di grande cultura, con nomi come Ennio Flaiano e Gabriele D’Annunzio. Dunque – ha concluso il sindaco Albore Mascia -, il Presidente Di Giuseppantonio converrà con me che, ferma restando la antichità della Provincia di Chieti, altrettanto evidente risulta essere l’evoluzione sociale e culturale delle nostre genti, poiché la Storia non si cristallizza in una pur preziosa e antica tradizione. Sarà il Governo a dover effettuare ora le proprie valutazioni, senza dimenticare il passato dei nostri centri urbani, ma soprattutto il presente”.

10.07.12 19:31 - Redcan - Letto 1573