Legge Elettorale: Confindustria chiama e il Pd risponde
21.02.12 19:34
By
Redcan
PESCARA – “La scusa della governabilità è una bufala cosmica. La realtà è quella che si vuole ridurre ed ingabbiare la democrazia dentro un bipolarismo coatto a vantaggio dei padroni e impedendo che voci alternative possano esprimersi. –afferma il segretario Prc Abruzzo, Marco Fars- Se ciò che afferma il consigliere PD D’Alessandro sulla necessità dello sbarramento per garantire la governabilità fosse vero, l’attuale maggioranza di centrodestra, rappresentata sostanzialmente da due soli partiti (PDL e Rialzati Abruzzo) avrebbe avuto gioco facile nel dare prova di buon governo e invece i risultati dell’immobilismo e dell’incapacità di questa maggioranza sono sotto gli occhi di tutti.
E’ chiaro che a tutti i livelli istituzionali le difficoltà che queste maggioranze subiscono è dovuto ai “ricatti” non delle forze politiche “minori”, bensì di singoli consiglieri PD e PDL che fanno valere gli interessi privati e particolari rispetto all’interesse generale.
L’unico risultato della proposta del Pd è quello di favorire ancora una volta la personalizzazione della politica e la restrizione del principio democratico della rappresentanza. Un modello sostenuto in questi vent’anni da un ceto politico vecchio, consunto e abbagliato dall’esercizio del potere, un modello che ha già fatto enormi danni nel corso degli ultimi anni.
Esattamente come è avvenuto con l’esclusione della sinistra dall’attuale parlamento il cui unico risultato è stato quello di avere mani libere per attaccare pensioni, stato sociale, e i diritti di milioni di lavoratrici e lavoratori.
Infine Rifondazione Comunista si è sempre battuta per una riduzione sostanziale dei costi della politica, che si può fare solo mettendo mano ai privilegi e agli onerosi compensi di consiglieri e assessori e non limitando il diritto di rappresentanza di cittadini e di elettori che non si riconoscono nello schema bipolare di PD e PDL e non vogliono sottostare al ricatto del voto utile.
D’Alessandro farebbe bene a leggere qualche libro di storia, potrebbe scoprire affinità elettive con i fautori della famigerata “Legge truffa”del 1953. E chissà se il risultato non sarebbe di una sonora bocciatura da parte degli elettori proprio come avvenne allora”.