Emergenza Rifiuti: silenzio della Regione Abruzzo su Piano provinciale Pescara
21.02.12 15:00
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Redcan
PESCARA - “Nessuna notizia da parte della Regione Abruzzo circa il parere e le eventuali osservazioni da esprimere riguardo il Piano Provinciale dei Rifiuti approvato a fine 2011, con notevole ritardo e dopo numerosi solleciti da parte del nostro comitato”. Lo dichiara Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato No Rifiuti a Fosso Grande. “Prosegue il silenzio della giunta regionale e dell’assessore Mauro Di Dalmazio su un tema importantissimo come quello dei rifiuti - aggiunge Di Pasquale - tutto accade mentre la discarica di proprietà di un imprenditore privato si avvia alla saturazione e quindi alla chiusura e l’amministrazione comunale di Chieti, dove sorge un altro impianto gestito dal medesimo imprenditore, ha sbarrato la strada allo smaltimento del pattume pescarese nella struttura teatina. Per questo chiediamo che la fase post chiusura della discarica di Spoltore sia gestita ai sensi dell’art. 25 del “decreto liberalizzazioni” ovvero i rifiuti vengano smaltiti nell’impianto più vicino a prezzi già concordati”. Entro marzo sarà vera e propria emergenza ma per la Regione il rischio di lasciare la più importante città d’Abruzzo con i rifiuti per strada non è, evidentemente, una priorità. “Le eventuali osservazioni regionali sono propedeutiche all’ultimo passaggio del Piano provinciale rifiuti che, così, diverrà efficace - spiega Di Pasquale - permettendo ai comuni che aderiscono al consorzio, di dotarsi di una discarica pubblica, di una piattaforma ecologica situata ad Alanno cui mancano ancora incredibilmente gli allacci a luce ed acqua e di un altro centro a Loreto Aprutino”. Purtroppo, l’inspiegabile ritardo da parte della Regione Abruzzo, costringerà i comuni che conferiscono nella discarica di Spoltore a vivere una situazione di emergenza. “Potrebbe essere la volta buona per trovare una soluzione definitiva visto che con la chiusura di Colle Cese scadrà anche il contratto con il gestore - conclude il portavoce del Comitato - scrivendo la parola “fine” su una storia che rischia di trascinarsi ancora a lungo ed i cui costi, visto che in emergenza si procede con soluzioni tampone, ricadranno sulle sole tasche dei cittadini.”