Dragaggio. Testa su dragaggio: ''Servono risposte certe in tempi brevissimi''

Pescara - La richiesta parte dal commissario del dragaggio, Guerino Testa che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa con il sindaco Luigi Albore Mascia ha ripercorso le ultime tappe della complessa vicenda

26.01.12 17:48
By Redcan

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Dragaggio. Testa su dragaggio: ''Servono risposte certe in tempi brevissimi''

PESCARA - “Risposte certe in tempi brevissimi, altrimenti si potrebbe arrivare alla chiusura del porto”. La richiesta parte dal commissario del dragaggio, Guerino Testa che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa con il sindaco Luigi Albore Mascia ha ripercorso le ultime tappe della complessa vicenda del mancato dragaggio del porto di Pescara.
“Il 12 dicembre scorso – ha spiegato Testa - è cominciato il dragaggio della darsena commerciale ed è stato subito interrotto. A determinare questo stop, in sostanza, sono state le analisi sul materiale da dragare, effettuate da un laboratorio della provincia di Brescia che ha certificato la presenza di Ddt e Naftalene nel materiale stesso.
Si è aperta una disputa antipatica e spiacevole che ha visto da una parte l’Arta, che ha effettuato tutte le analisi sul dragaggio e non ha rinvenuto Ddt oltre i limiti di legge, e dall’altra parte il laboratorio di Brescia, che ha effettuato gli esami per conto dei Carabinieri del Noe e della Procura. Per l’Arta il Ddt è assolutamente al di sotto dei limiti mentre per il laboratorio privato il Ddt è presente a livelli assolutamente preoccupanti.
E’ intervenuto l’Ispra, Istituto superiore per la ricerca ambientale, i cui rappresentanti sono arrivati a Pescara il 13 gennaio, e nel corso di una riunione in Prefettura è stata stabilita la procedura da seguire per definire e chiudere scientificamente la vicenda. Il 13 gennaio l’Ispra ha chiesto sia all’Arta che al laboratorio lombardo di fornire tutta la documentazione relativa agli accertamenti eseguiti, per capire se le metodologie usate da una parte e dall’altra fossero idonee o meno allo scopo, cioè il dragaggio. Solo ieri, e sottolineo solo ieri, il laboratorio privato ha consegnato tutta la documentazione necessaria all’Ispra che nei prossimi giorni sarà in grado di pronunciarsi. Se da una parte, quindi, l’Arta è stata celere e ha consegnato entro il 18 gennaio tutta la documentazione richiesta, il laboratorio ha cominciato ad inviare questo materiale solo il 18 e ha continuato a farlo fino a ieri. Con il passare dei giorni, mi dice l’Ispra, questo laboratorio ha rettificato una procedura.
E’ per questo motivo che oggi siamo ancora senza una risposta. Non sappiamo se il materiale da prelevare nella darsena può essere sversato a mare o no e sicuramente questo punto interrogativo ritarda tutto l’iter del dragaggio, in una situazione che è già assolutamente drammatica.
A rendere il quadro ancora più fosco c’è una lettera della ditta Gregolin che il 16 gennaio scorso mi ha informato che il fermo della draga Gino Cucco ha comportato un costo stimato di 560 mila euro per “mere spese vive” a cui si devono aggiungere altre spese per il ripristino della funzionalità dell’imbarcazione.

26.01.12 17:48 - Redcan - Letto 222


 

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