Presentato il progetto “Consulenza, mediazione e orientamento alla tutela delle relazioni familiari
29.03.11 17:19
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Redcan
MONTESILVANO - E’ stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’assessore alle Politiche sanitarie Mauro De Donatis, della Dirigente e responsabile dei consultori della Asl di Pescara dott.ssa Maria Carmela Minna e dell’avvocato Federico Gentilini, ideatore dell’iniziativa, il nuovo progetto comunale di “Consulenza, mediazione e orientamento alla tutela delle relazioni familiari”. L’iniziativa, che parte dal 1° aprile tutti i mercoledì dalle ore 9 alle ore 12.30 presso il Distretto sanitario di base in corso Umberto, costituisce una naturale integrazione sussidiaria del progetto EDUCALS, partecipato da circa 400 allievi e famiglie di Montesilvano, rendendo esigibili ed effettive le misure di sostegno ai minorenni coinvolti in vicende di conflittualità familiare sia relative a situazioni di separazione/divorzio, sia relative a contesti di emarginazione sociale o disintegrazione procurata da fattori specifici (perdita del lavoro; dipendenze; patologie invalidanti).
“Il vigente Piano di Zona di Montesilvano 2007-2009 - ha spiegato l’avvocato Gentilini - evidenzia la necessità di azioni intersettoriali tra Comune, Scuole e famiglie in grado di attivare riferimenti integrati (tra repressione e prevenzione) per avviare processi di contrasto alla violenza intrafamiliare e giovanile, segnalare episodi a rischio di devianza e/o di disagio sociale tra adolescenti, superare la diffusa disaffezione delle famiglie a rivolgersi al Comune e/o alla Polizia locale per contrastare stili di comportamento percepiti come difficilmente perseguibili. In particolare, il progetto di consulenza rende esigibili misure di sostegno ai minorenni coinvolti in vicende di conflittualità familiare, per situazioni di separazione/divorzio, sia per fattori di emarginazione sociale o disintegrazione procurata da fattori specifici. E’ infatti volto ad offrire servizi di consulenza, mediazione ed orientamento alla tutela delle relazioni familiari, con metodologie ed azioni di formazione specialistica, proponendo nell’arco di dodici mesi: approccio multidisciplinare (giuridico e psico-socio-educativo) ed interistituzionale fondato sulla centralità dell’informazione in favore degli utenti, in ordine all’esatta natura delle loro responsabilità e dei rispettivi diritti correlati alle relazioni familiari in crisi”.
Il servizio è gratuito per offrire delle dinamiche conflittuali all’interno di un nucleo familiare, anche tra consanguinei, volto all’implementazione delle risorse familiari (ai sensi dell’art. 16 della l. quadro 328/2000) e per la corretta qualificazione delle responsabilità: dall’esercizio della c.d. bi-genitorialità (affidamento condiviso) sino alla responsabilità nei confronti degli anziani e dei soggetti incapaci di provvedere continuativamente a se stessi (amministrazione di sostegno, ex art. 404 codice civile). La mediazione familiare soprattutto per garantire l’intervento su: casi di grave conflittualità, oggetto di ordini di protezione contro gli abusi familiari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria (art. 342-bis codice civile, nell’ipotesi di comportamenti costituenti pregiudizio anche solo alla libertà morale dell’altro coniuge o convivente); utenti in fase separativa, su indicazione dell’Autorità Giudiziaria, i quali intendano esperire, attraverso il percorso di mediazione, un tentativo per il conseguimento di un accordo genitoriale efficace e durevole rispetto al percorso evolutivo dei figli in senso psicologico, scolastico e relazionale; condotte genitoriali pregiudizievoli (triangolazione del minore; deficitaria interpretazione delle necessità e delle aspirazioni dei figli ex art. 147 codice civile; anaffettività) con particolare riguardo all’informazione sulle loro possibili implicazioni di natura patologica (PAS – Sindrome di Alienazione Genitoriale; Disturbi del comportamento; Disturbi dell’alimentazione; Disturbi dell’attenzione a scuola; Sindrome da stress post traumatico); lavoro di rete per la tutela delle relazioni familiari con l’adozione di linee guida interistituzionali, favorendo negli utenti non solo l’adeguata conoscenza delle competenze e delle risorse presenti sul territorio ma anche l’effettiva esigibilità degli interventi di pubblica sicurezza e di tutela sociale, in via preliminare a quelli legali e giudiziari.
Oltre al servizio di consulenza il Comune provvederà anche alla formazione degli operatori del consultorio e al lavoro di rete interistituzionale (20 ore di formazione annuale).
Tra le figure professionali all’interno della struttura un assistente sociale già dipendente del Consultorio Familiare per l’informazione preliminare e l’accoglienza ai Servizi di Consulenza Familiare, Mediazione Familiare e Consulenza a Tutela delle Relazioni Familiari e un Consulente legale specialista in Consulenza Familiare, Mediazione familiare e Tutela delle Relazioni Familiari.