Presentato il progetto Me.Co, quando conoscere i diritti-doveri degli stranieri è un esigenza
29.07.10 16:23
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Redcan
PESCARA – Gli ultimi episodi criminosi che vedono coinvolti stranieri rendono percettibile l’esigenza dell’intervento delle istituzione come prevenzione. Difatti, spesso accadono episodi spiacevoli e di intolleranza soprattutto perché manca l’informazione dei diritti-doveri di persone che si trovano a vivere una realtà diversa dal proprio paese. Questa mattina nella sala Giunta del Comune di Pescara è stato presentato un progetto di formazione per i mediatori culturali, con corsi di assistenza legale per garantire la massima tutela degli immigrati, un progetto che prenderà il via a settembre per concludersi a giugno attraverso una campagna di sensibilizzazione e l’apertura di uno Sportello di mediazione e conciliazione interculturale in Comune. “E’ il Programma Me.Co., -ha spiegato l’assessore Carla Panzino- ossia Mediazione Conciliatrice per la prevenzione dei conflitti locali con gli immigrati, promosso e presentato dall’amministrazione comunale di Pescara in collaborazione con l’Associazione Focolare Maria Regina Onlus e approvato prima dal Ministero dell’Interno e poi dalla Comunità europea, classificato al 6° posto su 352 progetti presentati e appena 38 approvati, conquistando un finanziamento pari a 165mila euro”.
Oltre all’assessore alle Politiche dell’Accoglienza Carla Panzino presenti alla conferenza stampa Andrea Bollini, partner del progetto, del Presidente della Commissione consiliare Finanze Renato Ranieri e dei rappresentanti delle Associazioni degli Immigrati presenti sul territorio
“Nei mesi scorsi – ha ricordato l’assessore Panzino – con i nostri uffici abbiamo iniziato a elaborare una proposta di intervento tesa a favorire le politiche dell’accoglienza e della tolleranza sul nostro territorio, intervento tanto più importante dinanzi all’aumento esponenziale del numero degli immigrati presenti a Pescara e dopo gli ultimi incidenti verificatisi, ad esempio, al mercato di San Donato. Il primo passo era la professionalizzazione dei mediatori culturali operanti sul capoluogo adriatico, prevedendo una nuova formazione tesa a sopperire alle carenze sulla conoscenza dei diritti e i doveri degli immigrati. Vogliamo dunque essere in grado di fornire assistenza legale specializzata, entrando già nelle scuole per prevenire quelle problematiche che spesso nascono tra i banchi. Il nostro progetto è stato approvato dalla Comunità europea assegnandoci la somma di 165mila euro”. “Il piano di intervento si muove su due assi: integrazione e sicurezza – ha spiegato Andrea Bollini -, cominciando a guardare l’immigrato non più solo come ‘soggetto da assistere’, ma soggetto che ha dei diritti e che può anche dare un contributo alla società che lo accoglie: il nostro obiettivo sarà quello di offrire corsi di orientamento, muovendoci per la conciliazione dei conflitti che possono nascere dinanzi a processi di integrazione”. Il progetto vedrà il coinvolgimento di 100 operatori, tra cui 3 mediatori culturali “che verranno scelti attraverso un bando trasparente – ha detto l’assessore Panzino -; il fine ultimo è quello di prestare assistenza a un’utenza di almeno 1.500 unità. Si partirà a settembre innanzitutto con la promozione del dialogo interculturale, ossia favorendo il dialogo e la partecipazione, per aiutare immigrati e cittadini pescaresi a conoscersi meglio, infrangendo le barriere della diffidenza. Ci muoveremo attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione da realizzare presso i servizi pubblici, le associazioni, nei condomini, le scuole con la divulgazione di un Opuscolo informativo per un approccio all’altro culturalmente consapevole; quindi attiveremo un Laboratorio interculturale, con la realizzazione di un Focus Group aperto a studenti genitori, operatori sociali pubblici e privati su ‘La paura dell’altro’. Poi verrà aperto in Comune uno Sportello di mediazione e conciliazione interculturale, un servizio di counseling, orientamento e informazione per la prevenzione e la conciliazione dei conflitti che coinvolgono gli immigrati per favorire anche i rapporti di buon vicinato con i residenti. Lo Sportello interverrà nei conflitti familiari, di vicinato, nella conciliazione dei problemi condominiali o di quartiere; nell’area alloggiativa; nell’area legale, con assistenza e consulenza contrattuale per il lavoro; scolastica, nel sostegno alle famiglie immigrate per l’inserimento dei propri ragazzi; e sociosanitaria. Ovviamente andremo a organizzare anche corsi di aggiornamento per gli Operatori coinvolti nell’attività. A giugno trarremo le conclusioni di tale iniziativa”.