Pescara. Un orto in città per i pensionati
28.07.10 17:39
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Redcan
PESCARA - Dal settembre del 2006 pomodori, zucchine, melanzane, lattughe, fagiolini e tanto altro ancora maturano di stagione in stagione proprio nel cuore di una delle periferie più sensibili della città di Pescara. Si chiamano Orti d’Oro, sono una delle tante iniziative solidali dell’Associazione “Domenico Allegrino” onlus, nata in memoria di Domenico Allegrino, imprenditore molto conosciuto nella realtà pescarese e uomo legato da sempre al mondo del sociale, scomparso nel 1999.
L’Associazione ha tre obiettivi, intervenire a sostegno dell’età verde, dell’età d’orto e della famiglia. “Lo scopo dell’iniziativa - dichiara Antonella Allegrino, Presidente dell’Associazione - è quello di coinvolgere persone pensionate in attività occupazionali, persone in età d’oro, che hanno del tempo disponibile, oltre alla passione o la curiosità di coltivare un orto e veder crescere all’aria aperta il frutto del proprio impegno. Il progetto offre l’opportunità di rompere un isolamento sempre più diffuso e incentivare anche l’incontro e il confronto tra gli assegnatari e le giovani generazioni, animando la vita dell’orto con iniziative e visite. Con il tempo, poi, tale forma di coltivazione metropolitana è diventato anche un modo per aiutare discretamente persone in difficoltà economiche che dagli orti hanno imparato a trarre un importante contributo da portare in tavola.”
Gli Orti, esperienza unica per tutto il centro sud Italia
Gli orti sono piccoli appezzamenti di 75 metri quadri, uno accanto all’altro per i 5.000 metri quadri del terreno privato che li ospita e sono assegnati gratuitamente per un anno a coloro che ne fanno richiesta, persone in “età d’oro” con o senza esperienza contadina alle spalle che negli orti coltivano un po’ di tutto, rispettando un regolamento e vivendo momenti di socializzazione con gli altri contadini scanditi dalle vicissitudini dei prodotti seminati. Sono in tutto 40, dai nomi che richiamano a valori positivi come l’amicizia, la solidarietà, la letizia, e la giustizia, o a virtù da tutelare come la pace, la fiducia, la felicità, l’armonia. Ogni orto ha un suo impianto di irrigazione, un divisorio leggero per incentivare la socializzazione e i prodotti sono di appannaggio dell’ortolano o dei suoi famigliari per il consumo personale; nel regolamento, infatti non è prevista la vendita dei raccolti, né in diversi anni si sono mai registrati episodi spiacevoli che turbassero l’armonia dell’intero campo. Non esistono esperienze simili su terreni privati in tutto il centro sud della Penisola.
Gli ortaggi
Negli orti si raccolgono prodotti in tutte le stagioni: pomodori, zucchine, rape, cicoria, misticanze, odori, fagioli, fagiolini, piselli, peperoni, cardi, bieta, cetrioli, sedani, insalate, mais, melanzane, fave, verza, angurie, meloni e tanto altro ancora, secondo un preciso regolamento che invita all’utilizzo di metodi tradizionali e non impattanti. Ogni orto ha una sua composizione, dettata dalle esigenze e dalla fantasia dell’ortolano, che si arricchisce anche dallo scambio di esperienze agricole fra vicini.
Gli ortolani
Gli orti non sono meta solo dei nonni, che sono di fatto i 40 assegnatari, ma anche dei nipoti, o dei figli, delle famiglie di ogni ortolano. Sono assidui, frequentano quasi tutti i giorni, da soli o con mogli, figli o nipoti, alcuni anche più di una volta al giorno, lo fanno per piacere, per passare il tempo, per vincere la depressione da pensionamento, per sfida, per risparmiare (c’è chi afferma di riuscire a risparmiare anche 170 euro al mese), per mangiare ortaggi genuini e soprattutto per stare in compagnia e all’aria aperta. Sono ex impiegati, ex contadini, ex artigiani, ferrovieri, pasticceri, ex poliziotti, ex carabinieri, ex funzionari, autisti, c’è davvero di tutto: una piccola comunità, chiamata a convivere e condividere un progetto senza barriere, comunitario. Per facilitare l’attività di socializzazione in mezzo ai campi è stato riprodotto un pagliaio realizzato secondo la tradizione abruzzese, dove gli ortolani si incontrano, fanno feste, si riuniscono periodicamente. Fra gli affidatari c’è stata in passato anche una classe delle scuole elementari, che se n’è occupata durante l’anno, coltivando i propri ortaggi. Il senso della comunità viene coltivato con i prodotti scelti e può dare anche frutti eccezionali: gli ortolani, infatti, sono diventati “nonni a distanza” di un bambino brasiliano!
Gli eventi
Diversi sono gli appuntamenti fissi negli orti e fra ortolani, scanditi anche dalle stagioni e dai raccolti. C’è una castagnata a novembre, il presepe a Natale, la tombolata per la fine dell’anno e, ancora, pane e fave con le primizie di aprile, pane e pomodori per festeggiare l’arrivo dell’estate, oltre a visite e incontri con personaggi locali e internazionali:lo scorso anno è passata per gli Orti anche Tara Gandhi, nipote del Mahatma e prima ancora Remo Gaspari, grande nonno abruzzese. Vengono inoltre organizzati anche corsi per procedure relative alle tecniche agricole meno impattanti e gli orti sono spesso meta di scolaresche.