Wwf:"Vergogna! Abbattuta l'ex Centrale del Latte di Pescara"

Pescara - Preziosa architettura del 1932 di Florestano Di Fausto. Architetto del Ministero degli Esteri nel Ventennio e poi eletto nella Costituente, autore di decine di opere nei paesi del Mediterraneo e di molte ambasciate italiane

27.07.10 14:58
By Redcan PagineAbruzzo

Wwf:

 

PESCARA - Vergogna! è l'unica parola che per le associazioni può essere usata a commento dell'avvenuto abbattimento dell'ex Centrale del latte di Pescara, edificio del 1932 di enorme rilevanza architettonica, opera di Florestano Di Fausto, per far posto ad un palazzo (progettista, secondo il cartello esposto, l'Arch. Mario D'Urbano).

Florestano Di Fausto è stato per venti anni, a cavallo delle due guerre, l'architetto ed ingegnere del Ministero degli Esteri fascista. Autore di decine di interventi edilizi ed urbanistici nei paesi del Mediterraneo, dalla Libia al Cairo, da Rodi all'Albania. In Italia ha realizzato, tra l'altro, Predappio nuova per ordine di Mussolini e lo stesso Cimitero Monumentale della cittadina romagnola. Recentemente una monografia sulla sua figura di architetto del Mediterraneo è stata pubblicata sul giornale di italianistica della California dal Prof.Sean Anderson (“La luce e la linea: Florestano Di Fausto e la politica della mediterraneità”). Non da ultimo, Florestano Di Fausto è stato anche uno dei padri della costituzione italiana, eletto alla Costituente nelle fila della DC.

WWF, Italia Nostra e Comitato Abruzzese per il Paesaggio esprimono la propria totale  indignazione per quanto avvenuto, chiedendo le dimissioni del Sovrintendente regionale Maggi, in considerazione del fatto che la sovrintendenza non ha vincolato il bene nonostante una nota scritta di Italia Nostra del 7 giugno scorso (prima della concessione edilizia rilasciata il 14 giugno) che, tra l'altro, aveva anche messo in guardia dall'immediato pericolo di abbattimento del Bene. Un intervento di ieri pomeriggio della sovrintendenza si è rivelato non solo tardivo ma anche velleitario.

Le associazioni puntano il dito sul sindaco Albore Mascia che, evidentemente troppo impegnato a magnificare le sorti del festival dannunziano, non è stato capace di spendere neanche una parola e, soprattutto, di muovere un dito per tutelare uno dei primi edifici dell'epoca dannunziana di Pescara. Anzi il Comune di Pescara ha rilasciato l'autorizzazione senza “accorgersi” dell'importanza dell'edificio e senza adoperarsi per farlo vincolare.  Il dirigente Silverii ha l’ardire di dichiarare che l’abbattimento è stato legittimo mentre l’assessore Antonelli sostiene che è stata una “svista collettiva”. Incredibile. Intanto due errori non fanno una cosa buona, se qualcuno nel passato non è stato in grado di capire il valore dell’edificio non per questo si può continuare a perseverare nell’errore.  I volontari delle associazioni (che teoricamente potrebbero anche decidere di non occuparsi della cosa pubblica visto che ci sono dirigenti e amministratori pagati per fare questo!) si accorgono in poco tempo del valore storico dell’edificio mentre i dirigenti del Comune, ingegneri ed architetti pagati per esprimere valutazioni di merito, non si sono accorti di nulla nell’esame della pratica che, per loro stessa ammissione, è durata anni.  Perché non hanno segnalato alla sovrintendenza le informazioni su questo edificio avvertendo al contempo gli amministratori?  Anche loro dovrebbero dare le dimissioni.

Ovviamente le associazioni chiederanno una verifica scrupolosa delle procedure seguite e in particolare sull'azione della sovrintendenza, visto che il risultato non è interpretabile: un edificio di indiscutibile valore storico-architettonico è sparito per sempre. La città di Pescara, che aspira a definirsi città mediterrannea, è riuscita a perde l'unica testimonianza di un architetto mediterraneo che, nel 1939, costruì la moschea di Tripoli. In altre città e in altri paesi l'opera sarebbe stata vanto delle amministrazioni pubbliche, perfettamente conservata. In Albania fervono gli interventi per la tutela delle sue opere. A Pescara ne hanno abbattuta una per costruirci sopra un palazzo.

27.07.10 14:58 - Redcan PAGINEABRUZZO