L'ex centrale del latte verrà abbattuta, manca il vincolo

Pescara - “Il rilascio di quella concessione rappresenta un atto assolutamente legittimo" lo ha afffermato l'assessore allo Sviluppo del Territorio Marcello Antonelli

27.07.10 09:04
By Redcan

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L'ex centrale del latte verrà abbattuta, manca il vincolo

PESCARA - “L’amministrazione comunale di Pescara comprende e condivide le preoccupazioni espresse dal capogruppo di Rifondazione comunista Acerbo derivanti dalla necessità di salvaguardare le poche tracce del patrimonio storico e architettonico sopravvissuto sul nostro territorio, come nel caso dell’ex centrale del latte di via del Circuito, ormai prossima alla demolizione. Ma la verità è che, probabilmente per una svista collettiva, su quel fabbricato non è mai stato posto o previsto alcun tipo di vincolo, dunque il permesso a costruire rilasciato rappresenta un atto legittimo. Resta però l’impegno del governo cittadino a salvaguardare altri edifici del genere, impegno che si sta traducendo in una revisione dello studio redatto negli anni ’90 da Bartolini e Salimbene relativo all’apposizione di vincoli sui nostri edifici storici. Ovviamente dovremo far presto e fare bene”. Lo ha puntualizzato l’assessore allo Sviluppo del Territorio Marcello Antonelli intervenendo sul ‘caso’ dell’ex centrale del latte di via del Circuito, sollevato dal capogruppo di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo dopo il rilascio della licenza edilizia che consentirà la demolizione e la ricostruzione con diversa distribuzione delle aree dell’edificio, costruito nel 1932, senza mutare la superficie.

“Il rilascio di quella concessione rappresenta un atto assolutamente legittimo – ha ribadito l’assessore Antonelli -: condivido le preoccupazioni derivanti dalla necessità di salvaguardare quei pochi reperti storici sopravvissuti al tempo che testimoniano il nostro passato, come nel caso di quell’edificio o della sede della Società operaia di via Piave, anch’essa sottoposta a un intervento che ne ha modificato l’aspetto. Ma la verità è che l’ex centrale del latte non è mai stata oggetto di vincolo, mai nessuno l’ha posto, neanche nel Prg vigente, ossia nella variante delle invarianti. E oggi il vincolo è l’unico strumento per evitare simili interventi di demolizione e ricostruzione: lo poteva porre il Ministero, la Sovrintendenza, lo stesso Comune di Pescara che però non lo ha fatto, rendendo l’intervento odierno legittimo. Per scongiurare altri simili episodi oggi la nuova amministrazione sta già lavorando alla redazione di una variante normativa al Piano regolatore che comprenda anche la rivisitazione e la rimodulazione dello studio redatto negli anni ’90 da Bartolini-Salimbene relativo all’apposizione di vincoli a salvaguardia di immobili storici o di pregio architettonico, uno studio che pure presentava dei vizi visto che ha posto dei vincoli anche su dei pollai, non prevedendoli in casi dove invece sarebbe stato necessario, come nel caso dell’ex centrale del latte. Ora per evitare che la politica faccia la sua solita demagogia – ha proseguito l’assessore Antonelli – stiamo già lavorando a una delibera di indirizzo con la quale il Consiglio comunale affiderà alla struttura il compito di redigere un nuovo Studio. Ovviamente dovremo essere veloci per approvare subito i nuovi vincoli e salvare il nostro patrimonio cittadino; tutto il resto è pura letteratura che non salverà gli immobili storici da interventi pure legittimi che il privato chiede al Comune di realizzare perché rispondono alle norme e rientrano nel novero delle opere realizzabili. Non solo: pensiamo che addirittura nel 2004 l’Associazione Dimore Storiche, sezione Abruzzo, ha presentato un’osservazione alla variante delle invarianti che conteneva la richiesta di apposizione di vincoli su oltre venti edifici cittadini e l’edificio dell’ex centrale del latte non compariva neanche in quell’elenco. Dunque è evidente che il ‘caso’ odierno è frutto di una svista collettiva, quell’edificio era sfuggito all’attenzione di tutti, e oggi è impossibile risolvere il problema con una ‘pezza”.

 “L’ex centrale del latte – ha meglio chiarito il dirigente Gaetano Silverii – rientra nella zona F5, ossia servizi privati; la domanda di permesso a costruire è stata fatta più di due anni fa ed è rimasta in sospeso per un contenzioso giudiziario promosso dinanzi al Tar, che però non aveva nulla a che vedere con l’origine storica del fabbricato. Dopo due anni abbiamo riconosciuto il diritto del proprietario privato di realizzare l’opera di demolizione e ricostruzione con diversa distribuzione delle superfici esistenti, senza alcun aumento delle stesse. Il progetto ha anche avuto il parere unanime della Commissione edilizia e il Tar stesso aveva anche nominato un Commissario ad acta per il rilascio del provvedimento di costruzione, che poi il Comune ha firmato personalmente. Dunque l’intervento presenta tutti i crismi della legittimità”.

27.07.10 09:04 - Redcan - Letto 719


 

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