Giņ Di Tonno per Castel del Monte
26.07.10 18:52
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Redcan
CASTEL DEL MONTE - La Raimo Produzioni, nell’ambito del “Santafè live tour 2010” dell’artista Giò Di Tonno, collabora ai progetti di diversi comuni abruzzesi con l'intento di aiutare e supportare il restauro e la rinascita del patrimonio culturale devastato dal sisma del 2009. In occasione della tappa del 7 Agosto che si tiene a Castel del Monte (AQ) per la festa del Santo patrono, si sostiene la ricostruzione e restauro della torre campanaria e del complesso della chiesa S. Marco Evangelista, che sorge nel punto più alto del paese, in posizione dominante sull'abitato.
Nella conferenza stampa che si tiene il 5 Agosto e durante il concerto si inviterà a donare fondi per aiutare il comune, promotore dell’iniziativa, con offerte tramite conto corrente.
C/C N.RO 95981486 intestato al Comune di Castel del Monte-Servizio Tesoreria
Causale : Raccolta Fondi Ricostruzione Torre Campanaria, Chiesa S. Marco Evangelista
IBAN: IT23T0760103600000095981486
La chiesa Matrice di San Marcio Evangelista sorge nel punto pialto del paese, in posizione dominante sull'abitato.
In origine era una semplice cappella dell'antica rocca del Ricetto primo nucleo di Castel del Monte, fondata dalle genti fuggiasche che dalla sottostante piana di S. Marco si incastellarono dove oggi sorge Castel del Monte.
Nella piana esistevano infatti, prima un villaggio Vestino, ubicato sull'attiguo colle della Battaglia e successivamente un pagus romano sorto dopo la conquista dei Vestini del III secolo A.C. ad opera del console Bruto Sceva. Non sappiamo i nomi di tali insediamenti e la tradizione da sempre li indica con il nome di Cittdelle Tre Corone derivante dai tre fossati circolari e concentrici, ancora ben visibili sul colle della Battaglia, che racchiudevano il primitivo insediamento vestino.
Il Ricetto sorto attorno all'VIII-IX sec. D.C. era dunque una vera e propria fortezza, che ben presto, insufficiente a contenere tutta la popolazione, comincia ad estendersi lungo tutto il versante meridionale del colle sul quale sorge Castel del Monte, che gradualmente fortificato assunse, nel corso dell'alto medio evo la forma e l'estensione attuale.
Man mano che il paese si espandeva, anche l'iniziale cappella del Ricetto ampliandosi fino ad assumere le dimensioni attuali. Non esiste dunque una anno preciso di fondazione della chiesa Matrice, un progetto predefinito, ma tutto frutto di una lenta evoluzione e di modifiche ed aggiunte effettuate nel corso del tempo.
Le prime notizie certe sulla chiesa risalgono al 1282, quando il paese era sotto il dominio feudale dei duchi Acquaviva di Atri. In quell'anno infatti, secondo l'Antinori, Francesca Troisa, moglie del duca Corrado d'Acquaviva, soggiorna Castel del Monte insieme al figlioletto Francesco, e fper sua iniziativa che la nostra chiesa conobbe una prima significativa opera di ampliamento.
Anche alcune bolle pontificie del XIII secolo vi fanno riferimento, tuttavia nulla di quanto pervenuto fino a noi risale a quelle lontane epoche. E' realistico pensare infatti che la chiesa Matrice, completi il suo lento percorso evolutivo nel corso del XV secolo, quando raggiunse la forma e le dimensioni attuali. E' dal '400 dunque che la chiesa si presenta con pianta a croce latina a tre navate e misura una lunghezza complessiva di 39 metri ed una larghezza di 15.
La navata centrale stata per secoli dominata dal grandioso altare maggiore in legno scolpito e dorato a forma piramidale, che minacciante pericolo venne rimosso nel 1858, quando venne realizzato l'attuale altare in marmo.
Dietro l'altare maggiore ancora collocato un coro in noce dove fino a tutto il '700 si riuniva il capitolo che arriva contare fino a 12 sacerdoti, presieduto dall'abate parroco. In alto tre statue quattrocentesche rappresentano il Cristo Risorto attorniato dai Santi Donato e Marco.
La navata destra dominata dall'altare del Rosario, in legno scolpito e dorato sulla cui pala rappresentata la Vergine del Rosario ed i Santi Domenico e Caterina. Ai lati, in altrettante nicchie, le antiche statue di S. Francesco d'Assisi e S. Antonio da Padova. Questo altare venne realizzato dalla Universitdella Terra, (antica denominazione del comune) e ciprovato dagli stemmi del paese (una torre sopra cinque colli) scolpiti ai lati stesso. La navata sinistra invece dominata dell'altare della Concezione, fatto realizzare dall'antica omonima confraternita. Anche questo, in legno scolpito e dorato ospita la statua della Vergine che schiaccia il serpente, attorniata da due grandi statue di angeli, in una scena che ricorda l'annunciazione.
Entrambi questi altari risalgono al XVI secolo. Sempre a quel periodo risale il bellissimo pulpito in legno scolpito, dorato e decorato con puttini e il monumentale organo a canne che si erge solenne difronte all'altare maggiore.
Lungo le navate non si aprono cappelle laterali ma vi sono semplici altari distribuiti in modo quasi irregolare, a testimonianza della graduale evoluzione della chiesa. A questa, fino al 1901, si accedeva soltanto dall'ingresso rivolto a sud, che si apre sulla navata destra e da sull'attuale via Duca degli Abruzzi. Questo ingresso aveva sostituito quello ubicato ai piedi della torre campanaria, che un tempo immetteva nella piazzetta del Ricetto, ovvero in quello che era il cortile della primitiva fortezza. Solo nel 1901 venne aperto un nuovo ingresso nella navata sinistra, che immette in via della Sportella ed rivolto verso piazza XX Settembre, nuovo baricentro del paese, che estesosi extra muros sul finire dell'800, ha finito con il soppiantare, nella vita quotidiana, l'antico borgo arroccato all'interno del centro storico.
Nei pressi dell'ingresso di via della Sportella troviamo un quattrocentesco altare in pietra, detto dei Pezza dal nome della famiglia che lo fece edificare. Su questo altare si trova una pregevole tela, un tempo collocata su quello che oggi l'altare di S. Donato, raffigurante la Madonna Incoronata, attorniata dai Santi Pietro e Paolo e dai Santi Nicola e Leonardo. Ai piedi il ritratto del donatore in atteggiamento di preghiera. Si tratta di notar Corrado di notar Amico, capostipite di quella che fu la potente famiglia armentizia dei Corradi.
Nel 1444, con l'istituzione, da parte di Alfonso d'Aragona, della Dogana della Mena delle Pecore in Puglia che fu un importantissimo ente fiscale rimasto in vigore fino agli inizi dell'800, si stabili che il gran Doganiere, nominato dal re, venisse affiancato da quattro Sindaci o Deputati Generali, in rappresentanza dei pastori transumanti, due per l'Abruzzo Ulteriore e due per l'Abruzzo Citeriore. Il castellano notar Corrado, ricopri tale carica sul finire del '400, ed stato l'unico del paese, ad accedere a tale prestigioso ed ambitissimo ruolo. Probabilmente in ringraziamento al Vergine per il successo ottenuto, fece realizzare tale dipinto. Lungo la navata troviamo poi l'altare in pietra di S. Antonio, con la quattrocentesca statua del Santo, donata dalla potente famiglia dei Colelli, e poi altri due altari in pietra ed uno in legno scolpito e dorato, fortemente deteriorato, sul quale riportato per ben due volte lo stemma del paese e dove era collocato un pregevolissimo dipinto attribuito al Cardone, raffigurante una scena della battaglia di Lepanto, purtroppo trafugato agli inizi degli anni '80 del secolo scorso e mai piritrovato.
Nell'altra navata invece, attiguo all'altare del Rosario vi l'artistico altare di S. Biagio, dove collocata una bellissima tela risalente al XIV secolo raffigurante la nativited un dipinto raffigurante S. Carlo Borromeo, proveniente dalla chiesa dedicata al Santo, oggi non piesistente.
Continuando lungo la navata destra troviamo l'altare di S. Donato, un tempo detto dei Corradi, come testimoniano anche le iscrizioni rinvenute al lato dello stesso, l'altare della Madonna Annunziata di Picciano, quello di S. Sebastiano, sul quale collocata una antica statua lignea del Santo. In tale altare vi riportata la data di realizzazione: 1435 e lo stemma del paese, nella rappresentazione piantica giunta fino a noi. Vi sono poi gli altari di S. Cesidio, sul quale scolpito lo stemma dei Medici, realizzato quindi durante il periodo della signoria medicea sul marchesato di Capestrano, l'altare dell'annunciazione, sul quale collocato un bel dipinto raffigurante tale scena e l'altare si S. Nicola, dove collocata la statua del Santo. Tutti gli altari che sorgono lungo le navate sono in pietra scolpita e decorata.
Sotto l'organo troviamo il fonte battesimale in noce scolpita sul quale sono riportati lo stemma del paese e quello dei Medici.
Nei sotterranei della chiesa si estende poi una vasta cripta cui si accedeva da 19 pietre sepolcrali, sparse lungo tutto il pavimento. Tali pietre vennero ricoperte dall'attuale pavimentazione realizzata nel 1945. Questa cripta fu il luogo di sepoltura dei castellani, dalla fondazione del paese fino al 1801, quando le leggi napoleoniche imposero che i cimiteri sorgessero fuori dai centri abitati.
Un importante elemento che caratterizza l'architettura della chiesa sicuramente rappresentato dalla seicentesca cupola ottagonale, completamente affrescata e decorata con stucchi, che tra motivi vegetali, mostra puttini ed angeli in vari atteggiamenti che inneggiano alla figura dello Spirito Santo. Questo rappresentato da una colomba che dalla sommitdella cupola sembra voler scendere in volo sul sottostante altare maggiore. Ai lati le immagini di Dio Padre e del Cristo Risorto attorniate dai quattro protettori del paese : S. Donato Vescovo di Arezzo e Martire, S. Marco Evangelista, S. Nicola di Bari e San Rocco. La statua lignea di un angelo, infine, intento a gettare la Manna, si affaccia dal parapetto della cupola sulla navata centrale sottostante.
L'elemento architettonico pisignificativo di tutta la chiesa era rappresentato dalla grande torre quadrata, vero simbolo di Castel del Monte. Tale torre, elemento principale dell'intero impianto difensivo, ebbe per secoli una importante funzione, di avvistamento e di segnalazione e pur se trasformata in torre campanaria continua ad esercitare il suo ruolo iniziale. Grande funzione ebbe durante l'assedio degli aquilani del 1501, durante le scorrerie dei francesi nel 1799 e dei briganti nel 1801. Anche tra il 1860 ed il 1865, durante la fase di repressione del brigantaggio post unitario, quando il nostro territorio fu teatro di scontri tra bande locali di briganti e la brigata Pistoia del regio Esercito Italiano, la nostra torre ebbe un ruolo strategico fondamentale, che cessdefinitivamente nel 1870, con il ristabilimento dell'ordine pubblico e lo scioglimento della Guardia Nazionale, costituita da cittadini volontari armati dal comune, che aveva sostituito la preesistente Guardia Urbana istituita da Ferdinando II di Borbone.
Va infine ricordato che la chiesa Matrice di Castel del Monte, fino a tutto il XVIII secolo viene indicata nei documenti ufficiali come chiesa di S. Nicola. Per chiesa di S. Marco si intendeva invece la sola chiesa campestre situata al centro dell'omonima pianura ai piedi del paese che, sede della badia, aveva a se aggregate vaste propriet terriere. Quando, nel XVII secolo tale benefici vennero attribuiti al parroco di Castel del Monte, questi comincia ad essere indicato, oltre che con il titolo di parroco di S. Nicola anche con quello di Abate di S. Marco. Questo secondo titolo, piprestigioso dell'altro fini con il prevalere, ed anche la chiesa Matrice fini con l'assumere ufficialmente e definitivamente questa seconda denominazione.