Eolico in Abruzzo: giovedì quattro megaimpianti al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale
20.07.10 14:34
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Redcan
PESCARA - Quattro nuovi progetti per la realizzazione di enormi impianti eolici industriali saranno al vaglio del
Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo nella seduta che si terrà giovedì
prossimo. Si tratta di interventi che prevedono la realizzazione di pali alti fino a 150 metri dal suolo che
trasformeranno per decenni enormi aree dell'Abruzzo interno e, in particolare, Gioia dei Marsi e Scoppito
in provincia di L'Aquila e Celenza sul Trigno/Torrebruna e Fallo in Provincia di Chieti.
Dichiara Stefano Allavena, delegato regionale della Lega Italiana Protezione Uccelli “Gli impianti eolici
possono avere un impatto ambientale molto consistente se realizzati in aree delicate dal punto di vista
ambientale e naturalistico a causa degli sbancamenti per la realizzazione delle strade di accesso e dei
plinti di cemento armato e a causa dell'impatto di uccelli e pipistrelli contro le pale. Quello di Gioia dei
Marsi, ad esempio, è praticamente al confine con il Parco d'Abruzzo e in un'area di valore per l'Orso
bruno marsicano. A livello scientifico internazionale sono ormai numerose le pubblicazioni che
testimoniano come per alcune specie la mortalità da eolico sia del tutto insostenibile. Questi quattro
progetti andrebbero ad occupare aree di pregio paesaggistico ed ambientale, territori di caccia di specie
rare quali Aquila reale, Nibbio reale, Nibbio bruno e Grifone. Questi impianti, che trasformano il territorio
in aree industriali a tutti gli effetti, vengono localizzati in aree economicamente marginali ma di alto
valore naturalistico invece che essere concentrati in territori già fortemente antropizzati. Chiediamo
quindi al Comitato VIA di bocciare questi progetti e alla Regione Abruzzo di varare finalmente delle linee
guida per la realizzazione degli studi di impatto ambientale secondo gli standard internazionali”.
Dichiara Camilla Crisante, presidente del WWF Abruzzo “Il Comitato VIA della Regione per l'ennesima
volta si troverà a giudicare questi grandi impianti senza avere informazioni di base sulla fauna, se non
quelle, molto parziali, fornite dagli stessi proponenti dei progetti.
Gli studi vengono fatti senza gli approfondimenti richiesti, ad esempio, nelle linee guida degli scienziati afferenti a Eurobats, l'accordo per la tutela dei pipistrelli a cui anche lo Stato Italiano ha aderito. Da oltre un anno abbiamo chiesto per
iscritto alla Regione di conoscere i dati relativi alle specie per le quali in tutti gli altri paesi europei
ricercatori ed enti pubblici hanno accertato una mortalità da eolico, come Nibbio reale e Aquila reale.
Ebbene, non abbiamo ottenuto risposta, neanche per avere i dati degli studi prescritti dalla Regione per
impianti che la stessa regione approvò anni fa. E' un modo di procedere che non rispetta le normative
comunitarie poste a tutela della fauna e gli obblighi di monitoraggio. La qualità dei progetti di questi
grandi impianti è lontanissimo dagli standard europei. Sviluppare le rinnovabili è un obiettivo prioritario
che deve essere perseguito attraverso una pianificazione attenta e una qualità delle procedure di
valutazione del tutto diversa da quella finora seguita in Abruzzo.