Il Comune si preoccupa della violenza sulle donne con il progetto Iris

Pescara - Stipula questa mattina del protocollo d'intesa con l'associazione Anke

08.06.10 19:38
By Redcan

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Il Comune si preoccupa della violenza sulle donne con il progetto Iris

PESCARA - “Le ultime statistiche confermano che ancora oggi le violenze perpetrate all’interno delle mura domestiche uccidono più donne del cancro. Per tale ragione occorre mantenere alto il livello d’attenzione su una problematica che finalmente comincia a venire allo scoperto, come dimostra l’elevato numero di denunce che anche a Pescara vengono registrate dal Pronto soccorso. L’amministrazione comunale continuerà a garantire il proprio sostegno, anche attraverso l’ultimo progetto presentato dall’Associazione Ananke, finanziato dalla Comunità Europea, il progetto Iris (Intervention sur le violences envers les femmes: recherche et mise en service del guichets spécialisés) che, questa volta, punterà l’attenzione sul difficile mondo delle donne immigrate, che oggi rappresentano il 56 per cento della popolazione straniera nella provincia di Pescara”. Lo ha affermato il vicesindaco di Pescara Berardino Fiorilli nel corso della conferenza stampa odierna convocata per la stipula del Protocollo d’intesa, alla presenza, tra gli altri, degli assessori alle Politiche sociali Guido Cerolini, alle Pari opportunità Elena Seller, e dei partner dell’amministrazione comunale, ossia Roberta Pellegrino, responsabile del centro Ananke, il Presidente della Provincia Guerino Testa, il direttore generale della Asl Claudio D’Amario, e i rappresentanti della Asl di Teramo, oltre che del dottor Albani e Della Guardia, che hanno presentato le ‘Linee guida’ per l’accoglienza delle donne che hanno subito violenza, e Latifah Belkacem, rappresentante delle donne immigrate.

“Sono ormai sette anni che l’associazione Ananke porta avanti iniziative di contrasto della violenza sulle donne – ha ricordato la Presidente Pellegrino -, con l’attivazione di una Rete anti-violenza che conta la presenza di 33 Enti, tra Istituzioni, Polizia, Procura e consultori. Con il progetto Iris, della durata di 24 mesi, intendiamo approfondire il tema degli abusi subiti dalle donne immigrate: nel 2010 porteremo avanti la fase della ricerca, indagheremo su quali sono le etnie presenti sul territorio delle province di Pescara e Teramo, ossia soprattutto rumene, cinesi, albanesi, quindi indagheremo su quali sono le forme di violenze prevalenti, come i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali o anche gli aborti selettivi. Nel secondo anno, quindi nel 2011 passeremo all’attuazione del progetto sul territorio, attraverso l’apertura di Sportelli itineranti all’interno delle questure, dei sevizi sanitari, dei consultori e dei distretti, strutture in cui garantire la prima accoglienza a donne maltrattate e ai loro bambini. Il progetto si svilupperà in Abruzzo, a Pescara e Teramo, in Sicilia e in una regione spagnola, la Catalogna”.

“Obiettivo primario del programma – ha confermato il Presidente D’Amario – sarà soprattutto quello di far emergere la piattaforma sommersa che ancora esiste, e in tal senso sarà fondamentale la riorganizzazione dei Distretti sanitari attraverso la creazione di Sportelli e centri diurni per monitorare il disagio cronico che spesso deriva da situazioni di abuso”. “Soprattutto – ha aggiunto l’assessore Cerolini – l’amministrazione comunale solleciterà un accordo con i Pronto soccorso per creare un circuito virtuoso di informazione, utilizzando anche i distretti e i consultori, per mettere in rete il numero del centro antiviolenza utilizzando quali interlocutori privilegiati anche i medici di famiglia”. Intanto il primario del Pronto soccorso di Pescara, il dottor Albani ha presentato le ‘Linee guida sulla violenza sessuale’, “una sorta di protocollo da seguire all’interno del reparto quando si accoglie una donna che ha subito un maltrattamento di qualunque genere, anche psicologico, donne che quindi hanno bisogno anche di un approccio diverso da parte del personale medico e infermieristico e che deve essere sottoposta a una serie di esami clinici prima di poter essere dirottata al Centro antiviolenza. Il Pronto soccorso di Pescara è il primo in Abruzzo a essersi dotato di tale strumento, oltre a disporre di mediatori linguistici che ci permettono di interloquire subito con le pazienti-vittime di abusi. Lo scorso anno le donne immigrate che avevano denunciato violenze sono state meno di dieci; dal primo gennaio al 30 aprile 2010 abbiamo già registrato 19 casi, segno senza dubbio di una recrudescenza del fenomeno, ma anche del diffondersi della consapevolezza circa la disponibilità sul territorio di un valido punto di riferimento".

08.06.10 19:38 - Redcan - Letto 1478


 

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