Sequestrati i beni del boss della Marsica

Roma - Posto sotto sequestro tra Roma e l'Abruzzo, per un valore di una decina di milioni di euro ad affiliati e prestanome vicini a Carmine Fasciani, boss della malavita romana

10.03.10 16:16
By Redcan

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Sequestrati i beni del boss della Marsica

ROMA - Nove tra appartamenti e ville, un supermercato, una lavanderia, pizzerie, box auto, quote di società che gestiscono un'autofficina e due ristoranti e varie autovetture. E' il 'tesoro' posto sotto sequestro tra Roma e l'Abruzzo, per un valore di una decina di milioni di euro ad affiliati e prestanome vicini a Carmine Fasciani, boss della malavita romana. I sequestri eseguiti dalle prime luci dell'alba dai carabinieri di Ostia, sono stati disposti dal tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Si tratta di un duro colpo al patrimonio dell'organizzazione, accumulato grazie ad anni di attività illecite. Il sequestro di beni immobili riguarda anche la villa bunker dove abita la famiglia Fasciani.  L'attività investigativa dei Carabinieri di Ostia si è sviluppata nell'ambito di un'operazione che aveva già consentito di sgominare un sodalizio criminale che importava dall'estero ingenti quantitativi di cocaina.

Una storia da film quella di «don Carmine», che dalla Valle Roveto, e precisamente da Capistrello, lo porta a Ostia per avviare una serie di attività imprenditoriali: esercizi commerciali, sale giochi, locali notturni. Uno dei più famosi il Rondò Club all’Infernetto, una discoteca trasgressiva connessa secondo gli investigatori con i casinò di Montecarlo, nonché con altri night a luci rosse della capitale. 

Per gli inquirenti era un’insospettabile copertura per incontrare trafficanti e riciclare denaro sporco, chiusa dopo mesi di appostamenti. Arrestato negli anni ’80 perché responsabile della gestione di un vasto traffico di stupefacenti, fu condannato a 11 anni e cinque mesi. Fu nuovamente catturato nel ’92 dai carabinieri perché titolare di un’agenzia finanziaria che erogava prestiti a tassi di interesse usurari.

Per diverso tempo si rese latitante fuggendo in Germania, ma da lì sembra continuasse a controllare il «suo» territorio. Nel 2000 a Soltav, nella bassa Sassonia, Fasciani venne arrestato dalla Dia romana e dalla Bka, la polizia criminale tedesca. Nelle tasche aveva quasi un miliardo di lire, in marchi, appena prelevato per sostenere le spese di un delicato trapianto di fegato. Poco dopo però fu scarcerato proprio per problemi di salute. Non appena fuori secondo gli investigatori riprese il controllo su Ostia, l’h interland e i Castelli.

Cesare Mazza

10.03.10 16:16 - Redcan - Letto 392


 

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