Perdonanza Celestiniana, il corteo accompagnato dal popolo delle cariole
28.08.10 19:28
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Redcan
L’AQUILA – Perdonanza un anno dopo il terremoto. Si è appena conclusa l’apertura della Porta Santa della Basilisa di Santa Maria Maggiore di Collemaggio. Nella 715^ edizione, quella dello scorso anno, è stato possibile varcare appena la Porta Santa perché anche Collemaggio è stata colpita dal terremoto, e la Basilica non era sicura per i fedeli.
Nota rilenvante per questa 716 rievocazione: la protesta. Decine di persone munite di carriole si sono accodate al corteo della Perdonanza. Il 'popolo delle carriole', che ha contestato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Durante la protesta sono stati distribuiti volantini alle persone che assistono alla sfilata.
Per l’occasione è stato permesso di tornare in piazza Palazzo all’interno della zona rossa. La speranza è che la ricostruzione del centro cittadino, e non solo possa, partire in tempi brevi.
IL 29 Agosto nel 1294 celestino V, in occasione della festa si San Giovanni, fu eletto Papa all’interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio ed in quell’occasione Celestino V regalò a tutti i fedele, accorsi numerosi, l’indulgenza plenaria a tutti coloro che veramente pentiti avrebbero attraversato la Porta Santa della basilica aquilana. Da quel momento per l’Aquila ci fu una rinascita economica e le fu offerta l’occasione di essere nota a milioni di fedeli. La bolla fu consegnata dal Papa alle autorità civili come diritto del Perdono plenario per la città de l’Aquila affinchè ogni anno si rinnovi il rito religioso. Nella bolla si specifica che l'indolgenza plenaria viene concessa ogni anno dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del 29 agosto.
Molto suggestivo ed elegante l’infiorata, il verde ha incorniciato l’immagine di Celestino V davanti alla Porta Santa. Alle 18,18 il corteo è arrivato con la Bolla, il ramo d’ulivo per battere la Porta Santa e la croce che sono passati dalle mani del sindaco Cialente nelle mani del Cardinale Walter Kaspe , il quale nell’omelia ha detto: "Nel segno della misericordia di Dio si ha la forza e il coraggio di ricostruire le case e le chiese della vostra città; la misericordia di Dio ci da' anche la forza di ricostruire la casa spirituale della città, la vita spirituale del nostro paese e della nostra Chiesa". Il prefetto emerito ha espresso ai cittadini dell'Aquila la sua "sincera ammirazione per la dignità e la fede con cui avete affrontato la dura prova del terremoto”.
Alle 18,26 il sindaco Cialente ha letto la Bolla papale. Ecco il testo: "Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell’anno primo del nostro pontificato".
Il cardinale Kasper subito dopo ha dato il via al rito religioso. Alle 18,38 squillo delle trombe, il cardinale Kasper si è avvicinato alla porta Santa ed battuto i tre colpi; si è inginocchiato davanti alla porta aperta e dopo un lungo applauso della folla ha salutato l’evento.
All’interno della basilica di Collemaggio, ancora ferita ma messa in sicurezza, è tornata in esposizione anche la croce dell’Apocalisse dell’artista aquilano Franco D’Angelosante di cinque metri realizzata con un anno di lavoro. Significativo il ritrovamento del bastone di ulivo, che lo scorso anno, fu sostituito da un martelletto dorato proprio per lo smarrimento dello stesso a causa del terremoto.
Un momento importante che lo stesso Monsignor Molinare ha sottolineato per i problemi economici, sociali a cui gli aquilani stanno andando incontro che solo la speranza riuscirà a fornire una via d'uscita.