Paolini: ‘’assegnazione di fondi alle scuole, necessaria la massima trasparenza’’
10.01.12 16:43
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Redcan
CHIETI – Soltanto due giorni fa l’arcivescovo di Chieti, nel richiamare l’impegno etico dei rappresentanti della politica in seno alle istituzioni, ha citato a mo’ di esempio la difficile situazione delle scuole teatine.
Sull’argomento interviene il Consigliere regionale Lucrezio Paolini (IdV) che oggi, al riguardo, ha depositato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente Chiodi.
“Che la situazione delle scuole sia più che allarmante, in tutta la provincia di Chieti”, dichiara il Consigliere Paolini, “lo dimostrano i dati sulle strutture non a norma dal punto di vista sia elettrico che della sicurezza strutturale; lo dimostrano le decine di plessi fatiscenti su cui non si interviene, ormai da anni, neppure per la normale manutenzione; lo dimostrano le spese sostenute dalle famiglie, che spesso sono costrette ad autotassarsi per fotocopie, carta igienica e prodotti vari, quasi che fossero beni di lusso; lo dimostra la situazione di precarietà del personale docente, oltre che la costante riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, inferiore rispetto alla media nazionale ed a quella regionale.
Ma nonostante un simile stato di degrado e necessità, si procede senza la necessaria trasparenza al riparto dei pochi fondi disponibili, penalizzando ancora una volta la provincia più popolosa dell’Abruzzo.
Chiediamo al Presidente Chiodi”, prosegue il Consigliere dell’IdV, “di fornirci un quadro dettagliato sulla effettiva ripartizione dei fondi, provincia per provincia, istituto per istituto; ma chiediamo anche, in relazione alla disponibilità annunciata dei 225 milioni di euro, se questi fondi ci sono davvero e quando verranno assegnati.
Questo il Governo della Regione dovrebbe fare e non attaccare la posizione assunta dall’arcivescovo, che era solo di denuncia dello stato dell’arte e per ciò stesso condivisibile.
Alla politica”, conclude Paolini, “ogni tanto va chiesto un atto di umiltà anche ammettendo i propri errori, piuttosto che denunciare quelli degli altri”.